Pioggia dalla portafinestra: da dove entra l’acqua

Portafinestra con infissi neri su un balcone, battuta dalla pioggia di traverso: sul pavimento del balcone una pozza ferma contro la soglia, nella luce grigia di un pomeriggio d’ottobre

La prima pioggia forte dell’autunno arriva di traverso, spinta dal vento contro il balcone. Verso sera c’è un asciugamano ripiegato davanti alla portafinestra e una riga scura che si allarga sul pavimento. La domanda è una sola, e se la fanno quasi tutti: è rotta?

L’acqua non entra dove la vedi: la vedi dove finisce la strada

Quasi mai la portafinestra è rotta. L’acqua scende dove la porta la gravità, va di lato dove la spinge il vento e si ferma solo davanti a una barriera continua: se la barriera ha un varco, passa. La macchia sul pavimento è l’arrivo di un percorso, non la partenza, e le partenze possibili sono poche.

Per questo la prima mossa utile, mentre piove o subito dopo, non è soltanto asciugare: è guardare dove compare, che forma ha e da che lato soffiava il vento. Una riga lungo la soglia racconta una storia, due gocce agli angoli un’altra, una macchia che sale dal muro una terza.

Sezione verticale di una portafinestra sul balcone, non in scala: fuori a destra, dentro a sinistra. In champagne l’acqua e le strade che può fare.
  1. Il pavimento del balcone

    Piatto, o inclinato verso la porta, tiene l’acqua ferma contro la soglia. Compare come una riga per tutta la larghezza, con la pozza ancora fuori.

  2. I fori di scarico

    Le aperture sul bordo esterno della soglia: se sono chiuse, la vaschetta trabocca verso casa. Compare come una riga ordinata davanti alla porta.

  3. La guarnizione

    Gomma indurita o staccata lungo la battuta. Compare come gocce dal bordo basso dell’anta o dagli angoli, solo con il vento da quel lato.

  4. La tenuta dell’anta

    Ogni serramento regge fino a una certa pressione, la sua classe. Oltre, l’acqua passa dalla battuta e scende dall’alto o dai bordi.

  5. Il giunto e il davanzale

    La fessura fra telaio e muro, o un davanzale senza pendenza né gocciolatoio. Compare ai lati, lungo il muro, o come pavimento umido ai bordi.

  6. La condensa

    Non è pioggia: è il vapore di casa su un vetro freddo. Compare al mattino, anche con il cielo sereno, e solo su vetro e telaio.

Una riga davanti alla soglia, per tutta la larghezza

Sotto una portafinestra c’è una soglia, e in molti serramenti moderni è fatta a vaschetta: raccoglie l’acqua che arriva alla battuta e la manda fuori da piccole aperture sul bordo esterno. Funziona finché restano vere due cose. La prima è che fuori l’acqua abbia dove andare. Il pavimento del balcone dovrebbe avere una pendenza, anche lieve, che la porti verso lo scarico e lontano dal telaio. Se il piano è piatto, o peggio inclina verso la porta, dopo un acquazzone si forma una pozza proprio contro la soglia, e un’acqua ferma ha tutto il tempo di trovare un varco. Una pozza ancora sul balcone ore dopo la pioggia è un indizio quasi certo.

La seconda è che le aperture di scarico siano libere. Sono fessure, spesso coperte da un cappuccio, e si intasano di polvere, foglie e sabbia portata dal vento. Capita anche che qualcuno le chiuda con una passata di silicone per sigillare meglio, ed è l’errore peggiore: la vaschetta tracima verso casa, in una riga ordinata lungo la soglia. È una delle cause più comuni e una delle più facili da risolvere. Lo scovolino del giro di manutenzione prima dell’inverno basta a liberarle, senza forzare.

Gocce dal bordo basso dell’anta, solo con il vento da un lato

Se l’acqua arriva a gocce, dal bordo basso dell’anta o dagli angoli, e solo quando il vento batte da una certa parte, il sospetto va alla guarnizione. La gomma fa tenuta lungo tutta la battuta: con gli anni si indurisce, si schiaccia, si stacca da un angolo, e la pioggia spinta di lato la trova. Si riconosce a occhio e al dito: gomma screpolata, che premuta non torna in forma, o uscita dalla sua sede.

C’è poi un caso diverso, in cui non c’è niente di rotto: la classe di tenuta all’acqua. Ogni serramento nuovo viene provato in laboratorio secondo la UNI EN 1027: si spruzza acqua in modo continuo mentre la pressione dell’aria sale a gradini, e la UNI EN 12208 classifica il risultato in base alla pressione raggiunta senza che entri acqua. Per un serramento completamente esposto le classi vanno da 1A a 9A, e la 9A corrisponde a 600 pascal; oltre ci sono E750, E900, E1050. Per uno parzialmente riparato la scala va da 1B a 7B.

Su una portafinestra molto esposta, ai piani alti o sul lato del vento, una classe bassa può non bastare per un temporale forte. Ma la classe da sola non è mai la risposta: è il voto di una prova di laboratorio, fatta prima della posa, e non dice niente dell’inclinazione del balcone né di come è sigillato il perimetro. Come si legge sul foglio del preventivo lo trovi in come leggere la scheda tecnica di un serramento.

Una macchia lungo il muro, o un pavimento umido ai bordi

Se l’acqua non è davanti alla porta ma ai lati, o sale come una macchia dall’intonaco, o il pavimento resta umido ai bordi a lungo dopo la pioggia, la strada passa sotto o accanto al telaio, nel giunto fra serramento e muro.

Il giunto è la fessura che resta tutt’intorno alla finestra e che in cantiere si riempie con materiali diversi per compiti diversi. In basso è il punto più sollecitato del perimetro, perché l’acqua non lo colpisce soltanto: ci si ferma sopra. Se la sigillatura esterna è crepata, se il davanzale o la soglia in pietra inclinano verso il serramento invece che verso fuori, o se manca il gocciolatoio, cioè il bordo o l’incavo che stacca l’acqua dalla facciata, la pioggia torna indietro lungo il muro e finisce sotto il telaio. È un difetto di posa, non di serramento, ed è il tipo di dettaglio che una posa a regola d’arte guarda per primo.

A volte non è entrata nessuna acqua

C’è un’ultima possibilità, che disorienta: l’acqua non viene da fuori. Se il vetro e il telaio sono bagnati la mattina dopo una notte fredda, anche con il cielo sereno, e il pavimento è asciutto, quasi certamente è condensa. La pioggia entra solo quando piove, spesso da un lato soltanto; la condensa compare sul vetro e sul telaio, e con il sole se ne va. Dove si forma e cosa vuol dire lo abbiamo raccontato in le finestre che piangono. Se invece c’è una macchia scura in un angolo anche nei giorni asciutti, si tratta di un’altra storia, quella della muffa negli angoli di casa.

Cosa si controlla da soli, cosa no, e quando chiamare

Da soli si può fare molto, a cominciare dall’osservare. Mentre piove, o appena dopo, si segna con un pezzo di nastro di carta il punto in cui compare l’acqua e lo si fotografa, annotando da che parte soffiava il vento. Il giorno dopo si guarda il balcone: se c’è ancora una pozza contro la soglia, si liberano lo scarico del balcone da foglie e terra e le aperture della soglia con lo scovolino. Poi si controlla la guarnizione con un dito. Un bicchiere d’acqua versato piano nella vaschetta della soglia dovrebbe uscire dal bordo esterno: se resta lì, gli scarichi sono ancora chiusi.

Non si fa, invece, ciò che sembra risolvere in fretta: chiudere i fori con il silicone, sigillare la soglia dall’esterno, intervenire da soli sul giunto, sul davanzale o sulla pendenza del balcone. Sono lavori che cambiano il percorso dell’acqua, e fatti male la spostano soltanto in un altro punto.

Si chiama quando, a scarichi liberi e guarnizione sana, l’acqua entra a ogni temporale. Quando arriva sul parquet, che si gonfia, o sul soffitto di chi abita sotto. Quando la macchia sul muro cresce o l’anta non chiude più come prima. Basta una telefonata o un messaggio con due fotografie, il punto dove compare l’acqua e la portafinestra intera vista da fuori: dalla strada dell’acqua si capisce già molto. Se serve, passiamo con il posatore a guardare soglia, scarichi e giunto. E se la causa sta nel balcone e non nel serramento, lo diciamo, anche quando non c’è niente da cambiare.

Fonti

  • Infiltrazioni acqua
  • Portafinestra
  • Tenuta acqua
  • Fori di scarico
  • Soglia portafinestra
  • Giunto di posa
  • Pioggia battente
  • Infissi Roma Frosinone
Domande frequenti

Le risposte rapide

Perché entra acqua dalla portafinestra quando piove forte?

Perché l’acqua ha trovato un varco lungo la sua strada. Le cause più comuni sono un balcone senza pendenza o con la pozza ferma contro la soglia, i fori di scarico della soglia intasati, una guarnizione indurita, un giunto fra telaio e muro non più a tenuta. Raramente il serramento è davvero rotto: di solito una di queste difese ha ceduto.

Come capisco da dove arriva l’acqua?

Guardando dove compare e quando. Una riga per tutta la larghezza della soglia, con la pozza ancora sul balcone, parla di scarichi o di pendenza. Gocce dal bordo basso dell’anta o dagli angoli, solo con il vento da un lato, parlano di guarnizione. Una macchia lungo il muro o un pavimento umido ai bordi parlano del giunto. Conviene segnarlo con un pezzo di nastro di carta e fotografarlo.

Cosa sono i fori di scarico della soglia e vanno puliti?

Sono piccole aperture sul bordo esterno della soglia, spesso con un cappuccio: fanno uscire l’acqua che arriva nella vaschetta della battuta. Se si intasano di polvere, foglie o sabbia, la vaschetta trabocca verso casa. Si liberano con uno scovolino, senza forzare, e mai si chiudono con silicone o vernice.

Cosa significa una classe di tenuta all’acqua come 9A o E750?

Sono le classi della UNI EN 12208, che si ottengono con la prova della UNI EN 1027: si spruzza acqua sul serramento mentre la pressione dell’aria sale a gradini, e la classe indica fino a quale pressione non è entrata acqua. La 9A, la più alta per un serramento completamente esposto, corrisponde a 600 Pa; oltre ci sono E750, E900, E1050. È un risultato di laboratorio su un serramento nuovo e non dice nulla della posa né del balcone.

Posso sigillare da solo con il silicone la soglia della portafinestra?

È meglio di no. L’acqua che entra nella soglia deve poter uscire dai fori di scarico, e un foro chiuso la trattiene dentro. Anche il giunto fra telaio e muro ha una sua regola: più chiuso verso l’interno e più traspirante verso l’esterno. Una sigillatura esterna crepata va rifatta con i materiali giusti, da chi sa come è fatto il giunto.

L’acqua sul vetro e sul davanzale è sempre un’infiltrazione?

No. Se è comparsa dopo una notte fredda, anche con il cielo sereno, e si trova sul vetro e sul telaio, di solito è condensa: vapore di casa che si deposita su una superficie fredda. La pioggia che entra compare invece solo quando piove, spesso da un lato solo, e arriva a terra o lungo il muro.

Dopo un temporale c’è acqua davanti alla portafinestra?

Mandaci due fotografie, una del punto in cui compare l’acqua e una della portafinestra intera vista da fuori, e dicci da che parte soffiava il vento. Se serve passiamo con il posatore a guardare soglia, scarichi e giunto, e se la causa sta nel balcone e non nel serramento te lo diciamo.

Parla con noi

Un referente unico, nessun call center.