Come riconoscere una posa a regola d’arte (norma UNI 11673)
Cosa fa concretamente un buon montatore, fase per fase, e cosa puoi verificare tu — prima, durante e dopo il cantiere. Compresa una cosa che quasi nessuno sa di poter controllare.
Cosa fa concretamente un buon montatore, fase per fase, e cosa puoi verificare tu — prima, durante e dopo il cantiere. Compresa una cosa che quasi nessuno sa di poter controllare.
Il problema di valutare un lavoro che non si vede
Sulla posa dei serramenti il cliente si trova in una posizione scomoda. Sa che è importante — glielo dicono tutti, e in effetti è vero — ma non ha modo di giudicarla. Il lavoro dura poche ore, avviene mentre lui fa altro, e alla fine tutto sparisce sotto intonaco e coprifili. Rimane una finestra che si apre e si chiude, il che non dimostra assolutamente nulla.
Anche una posa mediocre produce una finestra che si apre e si chiude.
La conseguenza è che la posa finisce per essere valutata sulla fiducia, che è una brutta base per una cosa destinata a durare vent’anni. Eppure ci sono parecchie cose che un cliente può verificare, senza competenze tecniche e senza guardare nessuno alle spalle. Alcune si controllano prima ancora che il cantiere cominci, altre durante, altre a lavoro finito. Non sostituiscono l’occhio di un tecnico, ma insieme raccontano molto sul livello di chi sta lavorando in casa tua.
Questo articolo mette in fila esattamente queste cose. Se invece ti interessa capire come si esegue una posa fatta bene — il nodo, le tre barriere del giunto, cosa succede in una giornata di cantiere — quello lo abbiamo raccontato per esteso nell’articolo sulla posa in opera: questo è il suo seguito dal lato di chi guarda, non di chi monta.
Cosa dice la norma, in due minuti
La posa dei serramenti in Italia ha una norma tecnica dedicata, la UNI 11673, articolata in più parti che coprono aspetti diversi dello stesso tema. La prima parte, del 2017, definisce i requisiti della posa in opera e i criteri per verificarla: è quella che stabilisce come deve essere fatto il lavoro. La seconda parte, del 2019, fa una cosa diversa e altrettanto interessante: definisce i requisiti professionali della persona che quel lavoro lo esegue.
La distinzione conta più di quanto sembri, perché chiarisce un equivoco diffuso. Non esiste una «posa certificata» come bollino da applicare a un cantiere: esiste una posa eseguita secondo la norma, ed esiste un posatore qualificato secondo la norma. La prima riguarda il modo di lavorare, la seconda le competenze di chi lavora. Sono due cose che nella pratica viaggiano insieme, ma vanno chiamate con il loro nome.
Il principio di fondo è che la posa non si improvvisa in cantiere: si progetta prima. Prima di montare qualcosa bisogna sapere com’è fatto il muro, quali materiali si useranno per sigillare il perimetro, come verranno gestiti i fissaggi, come si risolveranno i punti critici. È la differenza tra chi arriva con un piano e chi arriva soltanto con un furgone.
Il posatore qualificato: la verifica che nessuno sa di poter fare
Ed eccoci alla parte più utile di tutto l’articolo. La UNI 11673-2 definisce i requisiti professionali del posatore di serramenti e prevede tre livelli di qualificazione crescente, corrispondenti ad altrettanti livelli del quadro europeo delle qualifiche. Ogni livello richiede esperienza documentata, formazione e il superamento di un esame teorico e pratico.
Il livello più alto, quello di Caposquadra, richiede anni di esperienza sul campo e conoscenze che vanno oltre il montaggio: chi lo possiede è in grado di leggere un progetto, scegliere i materiali di posa adatti alla situazione e, nei casi più complessi, disegnare le tavole di posa da integrare nel progetto. È il profilo che serve quando il cantiere non è banale.
La qualifica è verificabile
Ecco il punto che quasi nessuno conosce. La certificazione dei posatori viene rilasciata da organismi accreditati e i professionisti certificati sono iscritti in una banca dati pubblica delle figure professionali certificate, gestita dall’ente italiano di accreditamento. Significa che, se ti viene detto che il montaggio sarà eseguito da un posatore qualificato, quella affermazione è controllabile: basta chiedere il nome e il livello.
Non è un gesto ostile né un atto di diffidenza, ed è utile dirlo. Chi ha investito tempo e denaro per qualificarsi è di norma contento che qualcuno lo noti, perché è esattamente ciò che lo distingue da chi non lo ha fatto. La certificazione, tra l’altro, ha una scadenza e va mantenuta nel tempo con aggiornamenti e verifiche periodiche: non è un titolo preso una volta e valido per sempre.
Va detto anche il rovescio, per onestà: l’assenza della qualifica non significa automaticamente lavoro scadente. Esistono montatori bravissimi con vent’anni di esperienza che non hanno mai sostenuto l’esame, e la qualifica di per sé non garantisce che il singolo cantiere sarà eseguito bene. È un indicatore, non una garanzia assoluta. Ma è un indicatore verificabile, e in un settore dove quasi tutto si valuta sulla parola, un dato verificabile vale parecchio.
Cosa fa, in concreto, un montatore che lavora bene
Prima di vedere cosa puoi controllare tu, vale la pena sapere cosa dovresti trovare. Una posa eseguita con metodo segue sempre la stessa sequenza, indipendentemente da chi la esegue: è proprio la ripetibilità di questa sequenza a distinguere un professionista da un improvvisatore.
Arriva sapendo cosa troverà
Il montaggio non comincia il giorno del montaggio. Chi lavora bene arriva conoscendo già il tipo di muratura, le misure verificate in fase di rilievo esecutivo, i materiali che userà per il perimetro e i punti critici emersi in sopralluogo. Se il primo momento in cui qualcuno guarda davvero la situazione è quando ha già il trapano in mano, il piano non c’era.
Protegge, smonta, prepara
Protezione dell’area, rimozione del vecchio serramento, pulizia e regolarizzazione del foro. È la fase più sporca e quella in cui si decide se le sigillature successive avranno una base su cui aderire. Sembra lavoro di manovalanza, ed è invece il presupposto tecnico di tutto il resto.
Posiziona, mette in squadra, fissa
Il serramento viene collocato nel foro, messo a piombo e in bolla con spessori calibrati, e ancorato meccanicamente alla muratura con fissaggi adeguati al tipo di muro. Solo dopo, e mai prima, si passa a riempire e sigillare. Invertire questi passaggi — riempire e poi sperare che tutto stia dritto — è uno degli errori più comuni. Sul fissaggio si gioca anche altro: è il punto da cui dipende la classe di resistenza all’effrazione di un serramento certificato.
Costruisce il giunto a strati
È il cuore del lavoro. Il perimetro non viene riempito, viene organizzato: materiali diversi per compiti diversi — tenuta all’acqua e al vento verso l’esterno, isolamento al centro, barriera al vapore verso l’interno — applicati nell’ordine corretto e con continuità lungo tutto il perimetro, angoli compresi. È la parte spiegata nel dettaglio, con il disegno delle tre barriere, nell’articolo dedicato alla posa.
Rifinisce, regola, verifica
Ripristini murari dove servono, montaggio di coprifili e accessori, regolazione della ferramenta perché ogni anta chiuda come deve, pulizia finale. E poi la verifica insieme al cliente, che non è un saluto di cortesia ma il momento in cui si controlla che tutto funzioni e si segnala ciò che non convince.
Cinque passaggi, sempre gli stessi. Chi li rispetta produce risultati costanti; chi ne salta qualcuno produce risultati che dipendono dalla fortuna, e su vent’anni la fortuna non è una strategia.
Cosa puoi verificare prima che comincino
La fase più importante è quella che precede il cantiere, perché è l’unica in cui puoi ancora cambiare le cose. Ecco cosa osservare.
Se è stato fatto un sopralluogo vero
Un rilievo serio non si esaurisce nel misurare la luce del foro. Chi lavora secondo la norma guarda anche com’è fatto il muro, in che stato è il vecchio telaio, se c’è un cassonetto e come si presenta, se ci sono tracce di umidità o irregolarità, com’è fatto il davanzale. Se il sopralluogo è durato dieci minuti e nessuno ha guardato nulla oltre le misure, quella è già un’informazione.
Se sa dirti come sigillerà il perimetro
È la domanda che discrimina più di ogni altra. Una risposta che nomina materiali specifici per funzioni diverse — qualcosa che tenga fuori l’acqua verso l’esterno, qualcosa che isoli al centro, qualcosa che blocchi il vapore verso l’interno — indica un metodo. Una risposta che si riduce a schiuma e silicone indica un’abitudine. Non serve capire i nomi commerciali dei prodotti: basta ascoltare se la risposta distingue le funzioni o le confonde in una sola.
Se il preventivo nomina la posa
Molti preventivi dedicano dieci righe al prodotto e mezza riga al montaggio, spesso con una voce generica. Non è di per sé un segnale negativo, perché diverse imprese serie lavorano bene senza avere l’abitudine di descrivere la posa per iscritto. Ma se chiedi un dettaglio e ottieni una risposta precisa, hai un’informazione utile; se ottieni una frase di circostanza, ne hai un’altra. È uno dei punti su cui due preventivi si allontanano senza che si veda dal totale.
Se ti dicono chi verrà
Squadra interna, collaboratori abituali, terzisti che cambiano di volta in volta: sono situazioni diverse, tutte legittime, ma che incidono sulla continuità della qualità. La domanda è semplice, e la risposta dice molto anche per il modo in cui viene data.
Cosa puoi osservare durante il lavoro
Non serve stare lì a controllare: basta passare, guardare e riconoscere alcune cose. Sono osservazioni che chiunque può fare senza competenze tecniche.
La preparazione dell’area
Un cantiere ordinato comincia prima di toccare le finestre: pavimenti protetti, mobili coperti o spostati, materiali appoggiati con criterio, attrezzi non sparsi a caso. Non è solo educazione: chi lavora con metodo tende a essere metodico anche nelle cose che non si vedono. Il disordine, statisticamente, non resta confinato alla superficie.
Come viene preparato il foro
Dopo la rimozione del vecchio serramento, il vano deve essere ripulito e reso regolare: detriti tolti, superfici sistemate, eventuali parti ammalorate trattate. I materiali di sigillatura hanno bisogno di superfici adatte per aderire. Se il serramento nuovo viene infilato in un foro pieno di calcinacci, tutto ciò che verrà dopo sarà costruito su una base sbagliata.
Il posizionamento e il fissaggio
Il serramento va messo in bolla e a piombo con spessori calibrati, non a occhio, e va fissato meccanicamente al muro con ancoraggi adeguati. Vedere qualcuno che controlla con la livella e sistema spessori è un buon segno; vedere una finestra sistemata a spinta e bloccata solo con la schiuma non lo è. La schiuma isola, ma non è un elemento strutturale.
Quanti materiali diversi vedi
È l’indizio più semplice di tutti e forse il più rivelatore. Una posa eseguita a regola d’arte usa materiali diversi per funzioni diverse: nastri, membrane, sigillanti specifici, oltre all’isolante. Se sul cantiere vedi soltanto una bomboletta di schiuma e una cartuccia di silicone, quella è la fotografia di come verrà realizzato il giunto. Non serve sapere cosa siano i singoli prodotti: basta contare quante cose diverse vengono usate.
La cura degli angoli
Se ti capita di passare mentre stanno sigillando, guarda gli spigoli. Sono il punto in cui nastri e membrane devono piegarsi e sovrapporsi, ed è tecnicamente il passaggio più difficile da eseguire senza interruzioni. Chi lavora con metodo li risolve con attenzione; chi va di fretta li tratta come il resto del perimetro. È il dettaglio in cui la differenza si vede a occhio nudo, anche senza essere del mestiere.
| Segnale debole | Segnale buono | |
|---|---|---|
| Il sopralluogo | Dieci minuti, solo le misure | Guarda muro, telaio, cassonetto e davanzale |
| La sigillatura | «Schiuma e silicone» | Distingue le funzioni: acqua, isolamento, vapore |
| Il fissaggio | Serramento bloccato con la schiuma | Bolla, spessori calibrati, ancoraggi meccanici |
| I materiali in vista | Una bomboletta e una cartuccia | Nastri, membrane e sigillanti diversi |
| Gli angoli | Trattati come il resto del perimetro | Piegati e sovrapposti con cura |
Cosa puoi controllare a lavoro finito
A cantiere chiuso il giunto è ormai nascosto, ma restano diverse verifiche alla portata di chiunque. Vale la pena farle subito, quando c’è ancora tutto il tempo per segnalare.
Le prove di apertura e chiusura
Apri e chiudi ogni serramento più volte. Il movimento deve essere fluido, la chiusura netta, la maniglia decisa. Con l’anta chiusa, prova a tirarla verso di te: non deve avere gioco. Se un’anta sfrega, se la maniglia richiede forza o se serve accompagnare l’anta con la mano per farla chiudere, c’è una regolazione da fare. Non è un dramma — la ferramenta si regola — ma va segnalato adesso.
La prova della luce
La sera, con luce esterna accesa e interna spenta o viceversa, guarda il perimetro delle finestre chiuse. Non deve filtrare luce da nessun punto della battuta. È una verifica banale e sorprendentemente efficace: dove passa la luce passa anche l’aria.
La prova della mano
In una giornata ventosa, passa il dorso della mano lentamente lungo tutto il perimetro della finestra chiusa, sia sulla battuta sia sul bordo esterno del telaio verso il muro. Le zone dove senti aria muoversi o una temperatura sensibilmente diversa meritano una segnalazione. È la stessa verifica che si fa sulle finestre vecchie, e su un serramento appena posato non dovrebbe dare alcun risultato.
L’aspetto delle finiture
Guarda coprifili, raccordi con il davanzale, ripristini murari. Devono essere allineati, senza fessure aperte, con sigillature continue e regolari. Le finiture sono l’unica parte del lavoro perimetrale che resta visibile: una finitura approssimativa non dimostra che il resto sia fatto male, ma è comunque un indizio sul livello di cura complessivo.
Il davanzale e le pendenze
Verifica che il davanzale esterno sia inclinato verso l’esterno e non verso il serramento, e che il raccordo tra davanzale e telaio sia sigillato. È il punto più sollecitato dall’acqua di tutto il perimetro, e le infiltrazioni che compaiono dopo il primo temporale con vento nascono quasi sempre lì.
La checklist del cliente: 12 verifiche
Nessuna di queste richiede di capire di serramenti. Tutte insieme dicono parecchio sul lavoro che è stato fatto in casa tua.
Prima del cantiere
- Il sopralluogo ha guardato anche muro, cassonetto e davanzale, non solo le misure
- Sanno dirti come sigilleranno il perimetro, distinguendo funzioni e materiali
- Sai chi eseguirà materialmente il montaggio
- Se ti hanno detto che è un posatore qualificato, hai chiesto nome e livello
Durante il lavoro
- L’area è stata protetta prima di cominciare
- Il foro è stato pulito e regolarizzato dopo la rimozione del vecchio serramento
- Il serramento è stato messo in bolla con spessori e fissato meccanicamente al muro
- Sul cantiere vedi più materiali diversi, non solo schiuma e silicone
Dopo la consegna
- Tutte le ante aprono e chiudono senza sforzo, e da chiuse non hanno gioco
- Di sera, nessuna luce filtra dal perimetro delle finestre chiuse
- In giornata ventosa, nessuna aria si avverte passando la mano lungo la battuta
- Finiture allineate, sigillature continue e davanzale con pendenza verso l’esterno
Quello che non puoi vedere: farlo documentare
Resta un problema di fondo: la parte più importante del lavoro — la costruzione del giunto nei suoi strati — avviene e poi sparisce. Nessuna verifica successiva può mostrarti com’è stata realizzata. L’unica soluzione è documentarla mentre è ancora visibile.
Chiedere qualche fotografia delle fasi intermedie è una richiesta semplice, che non rallenta il lavoro e che chi opera con metodo accoglie tranquillamente. Le fasi che vale la pena avere fotografate sono poche: il foro pulito e preparato prima del montaggio, il serramento posizionato e fissato, il giunto perimetrale realizzato prima della chiusura con intonaco e coprifili. Sono tre scatti per finestra, o anche solo per le finestre più importanti.
Sapere che qualcuno documenterà il lavoro tende a produrre lavori documentabili.
Servono a due cose. La prima è quella appena detta. La seconda, nel tempo: se tra due anni emerge un problema al perimetro, quelle foto sono l’unico modo per capire cosa c’è sotto senza demolire. È una delle abitudini più utili e meno costose che un cantiere possa avere.
Insieme alle foto, a fine lavoro ha senso raccogliere anche la documentazione tecnica dei prodotti installati e le eventuali dichiarazioni di conformità. È materiale che serve raramente, ma quando serve non si può recuperare a posteriori.
I segnali che devono metterti in allerta
La fretta eccessiva
Una posa eseguita correttamente ha i suoi tempi: preparazione, posizionamento, fissaggio, realizzazione del giunto con materiali che vanno applicati con cura. Tempi molto più rapidi della media, su un numero significativo di serramenti, difficilmente sono compatibili con tutti questi passaggi.
Il fastidio davanti alle domande
Chiedere come verrà sigillato il perimetro è una domanda tecnica legittima, e chi lavora bene risponde volentieri perché è il suo mestiere. L’insofferenza davanti a una domanda semplice è essa stessa un’informazione, e va presa sul serio.
Il vecchio telaio lasciato senza averlo valutato
Montare sul telaio esistente è una soluzione legittima e in molti casi sensata, quando quel telaio è sano e ben posato. Diventa un problema quando viene scelta per default, senza che nessuno abbia verificato in che condizioni sia: in quel caso si eredita alla cieca tutto ciò che c’è sotto, difetti compresi.
Il cassonetto ignorato
Se sopra le finestre ci sono cassonetti non coibentati e nessuno li ha nominati, né in sopralluogo né in preventivo, c’è un pezzo di problema che resta sul tavolo. Non significa che vada per forza affrontato, ma dovrebbe essere una scelta consapevole e non una dimenticanza.
Nessuno che coordini
Quando prodotto, trasporto e montaggio fanno capo a soggetti diversi senza un referente che tenga insieme il tutto, il cliente rischia di ritrovarsi a fare da regista di un cantiere che non conosce. È il momento in cui le responsabilità si diluiscono, e accade sempre nel momento peggiore.
In sintesi
La posa è la parte del lavoro che il cliente non vede, ma non per questo è invalutabile. Prima del cantiere puoi capire molto dal tipo di sopralluogo, dalla risposta sulla sigillatura del perimetro e da chi eseguirà il montaggio. Durante, bastano poche osservazioni: come viene preparato il foro, se il serramento viene messo in bolla e fissato meccanicamente, quanti materiali diversi vengono usati. Dopo, ci sono verifiche alla portata di chiunque, dalla prova della luce a quella della mano lungo il perimetro. E per tutto ciò che resta nascosto esiste una soluzione semplice: farlo fotografare mentre è ancora visibile.
C’è poi una verifica che quasi nessuno sa di poter fare, ed è forse la più concreta di tutte: la qualifica del posatore secondo la UNI 11673-2 è iscritta in una banca dati pubblica, e chiedere nome e livello è legittimo quanto chiedere la scheda tecnica di un vetro. In Unyka lavoriamo con montatori selezionati e riteniamo che il cliente abbia diritto di sapere chi entra in casa sua e con quali competenze: la trasparenza sul lavoro dei nostri partner è parte del servizio, non una concessione. Perché le prestazioni scritte su una scheda tecnica diventano luce da vivere soltanto attraverso le mani di chi installa.
Fonti
Riferimenti normativi richiamati nell’articolo.
- UNI 11673-1:2017 — Posa in opera di serramenti: requisiti e criteri di verifica della progettazione, dell’esecuzione e del controllo dell’installazione.
- UNI 11673-2:2019 — Requisiti relativi all’attività professionale del posatore di serramenti, in termini di conoscenza, abilità e competenza. Definisce tre profili professionali — Junior, Senior e Caposquadra — corrispondenti ai livelli EQF 2, 3 e 4.
- UNI 11673-3:2019 — Requisiti minimi per l’erogazione dei corsi di istruzione e formazione non formale rivolti ai posatori di serramenti, limitatamente agli indirizzi di specializzazione Senior e Caposquadra definiti dalla parte 2.
- UNI CEI EN ISO/IEC 17024 — Requisiti generali per gli organismi che certificano le persone: è lo schema secondo cui viene rilasciata la certificazione dei posatori. I professionisti certificati sono iscritti nella banca dati pubblica delle figure professionali certificate consultabile sul sito dell’ente italiano di accreditamento.
- UNI EN 14351-1 — Norma di prodotto per finestre e porte esterne: definisce le prestazioni dichiarate del serramento, che una posa corretta deve preservare in opera.
Le risposte rapide
Esiste una «posa certificata»?
Non nel senso di un bollino applicabile a un cantiere. Esiste una posa eseguita secondo la norma UNI 11673-1, che definisce requisiti e criteri di verifica dell’installazione, ed esiste un posatore qualificato secondo la UNI 11673-2, che certifica le competenze della persona che esegue il lavoro. Sono due cose diverse: la prima riguarda il modo di lavorare, la seconda chi lavora.
Come faccio a sapere se il posatore è qualificato?
Chiedendo nome e livello di qualificazione e verificandolo: i posatori certificati secondo la UNI 11673-2 sono iscritti in una banca dati pubblica delle figure professionali certificate, consultabile sul sito dell’ente italiano di accreditamento. È una verifica legittima e alla portata di chiunque, che nel nostro settore quasi nessuno sa di poter fare.
Quali sono i tre livelli di qualifica del posatore?
La norma prevede i profili di Installatore Junior, Senior e Caposquadra, corrispondenti ai livelli europei EQF 2, 3 e 4, con requisiti crescenti di esperienza e formazione. Il livello più alto richiede diversi anni di attività sul campo e comprende competenze di progettazione della posa, non solo di esecuzione. Le certificazioni hanno una scadenza e vanno mantenute nel tempo con aggiornamenti e verifiche periodiche.
Se il montatore non è certificato il lavoro sarà fatto male?
Non necessariamente. Esistono montatori molto esperti che non hanno mai sostenuto l’esame di qualificazione, e la certificazione di per sé non garantisce l’esito del singolo cantiere. È un indicatore di competenza verificabile, non una garanzia assoluta: va letto insieme agli altri segnali, come la qualità del sopralluogo, la precisione delle risposte tecniche e l’organizzazione del cantiere.
Cosa posso osservare durante il montaggio senza disturbare?
Diverse cose, tutte alla portata di chiunque: se l’area è stata protetta prima di cominciare, se il foro viene ripulito e preparato dopo la rimozione del vecchio serramento, se il nuovo viene messo in bolla con spessori e fissato meccanicamente al muro e non solo con la schiuma, e soprattutto quanti materiali diversi vengono usati per realizzare il perimetro. Vedere soltanto schiuma e silicone è già una risposta.
Che verifiche posso fare a lavoro finito?
Apri e chiudi ogni serramento controllando che il movimento sia fluido e che l’anta chiusa non abbia gioco; di sera guarda il perimetro delle finestre chiuse per vedere se filtra luce da qualche punto; in una giornata ventosa passa il dorso della mano lungo la battuta cercando movimenti d’aria; controlla che finiture e raccordi siano allineati e che il davanzale esterno abbia pendenza verso l’esterno.
Ha senso chiedere fotografie durante il lavoro?
Sì, ed è una richiesta semplice che non rallenta il cantiere. La parte più importante della posa — la realizzazione del giunto perimetrale — sparisce sotto intonaco e coprifili e non è più verificabile dopo. Tre scatti per finestra bastano: foro preparato, serramento fissato, giunto realizzato prima della chiusura. Se un giorno emerge un problema al perimetro, quelle immagini sono l’unico modo per capire cosa c’è sotto senza demolire.
La posa incide sulle prestazioni dichiarate del serramento?
In modo determinante. I valori riportati nelle schede tecniche sono misurati in laboratorio su serramenti installati in condizioni ideali; in casa la prestazione effettiva dipende anche da come viene realizzato il collegamento tra serramento e muro. Un giunto eseguito male lascia passare aria, calore e rumore, riducendo il beneficio del prodotto. È il motivo per cui la scheda tecnica va sempre letta insieme alla domanda su chi eseguirà l’installazione.
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