Primo freddo in casa di pietra: la finestra non aspetta

Casa di paese in pietra della valle dell’Aniene in una luce di fine ottobre, con una finestra dal telaio nero infilata in fondo a un muro profondo

A metà ottobre, in una casa di paese, la mano appoggiata al muro dice ancora estate: la pietra è tiepida, e la stanza con lei. Poi arrivano due notti serie, e in pochi giorni la stessa parete diventa fredda come un sasso di torrente. La finestra, in fondo al suo muro profondo, se ne accorge per prima.

Il muro, visto dall’alto

Fuori e dentro, giorno dopo giorno

A sinistra la sezione di un muro di pietra con la finestra nello spessore; a destra, in forma qualitativa e senza misure, la temperatura fuori e quella della superficie interna del muro nei giorni del primo freddo. Le curve mostrano l’andamento, non un valore.

Perché a ottobre la casa di pietra è ancora tiepida

Un muro di pietra di mezzo metro o più ha una massa enorme, e la massa si comporta come un serbatoio. Durante l’estate si carica di calore, giorno dopo giorno, e a ottobre lo sta ancora restituendo alla stanza: per questo la casa di paese resta più mite dell’aria che c’è fuori.

I tecnici lo chiamano inerzia termica: la capacità di un materiale di reagire con lentezza ai cambiamenti di temperatura. Una misura è lo sfasamento, cioè il ritardo con cui il clima esterno arriva sulla superficie interna del muro. Si calcola con un metodo normato, quello della ISO 13786, e dipende da pietra, malta, spessore e umidità. Non scriviamo un numero di ore: due muri della stessa valle non sono lo stesso muro, e il dato vero lo dà un calcolo sul caso, non una media. Si può dire la direzione: più il muro è spesso e pesante, più arriva in ritardo, e più il suo andamento è piatto rispetto a quello dell’aria di fuori.

Poi il freddo arriva, e il muro ci mette settimane a seguirlo

Il ritardo vale anche al contrario, ed è meno gentile. Quando le notti si abbassano davvero il serbatoio si svuota, e un muro freddo e pesante non si riscalda in un pomeriggio: ci mette giorni, spesso settimane. Intanto la stanza sembra più fredda di quanto dica il termometro, perché il corpo sente anche la temperatura delle pareti, non soltanto quella dell’aria.

Nulla di tutto questo è un difetto: è la ragione per cui la casa di pietra d’estate è fresca. Il problema nasce dove il muro smette di essere un muro.

La finestra è il punto in cui l’equilibrio si rompe

Nella parete la regola è la lentezza, nella finestra è l’opposto. Un vetro è spesso pochi millimetri, una vetrocamera pochi centimetri, e segue il clima esterno nel giro di ore. È una striscia di materiale veloce incastrata in un muro lento, con in mezzo la pietra del vano: le spallette e l’imbotte, che confinano con il vetro e il telaio e prendono freddo da lì. Restano fra le superfici più fredde della stanza, e dove la superficie è più fredda l’umidità dell’aria si deposita per prima.

In queste case il vecchio telaio in legno è spesso posato a filo esterno oppure a metà del muro, con fessure di cui nessuno si è mai preoccupato: gli spifferi portavano freddo, ma portavano via anche l’umidità. Il davanzale in pietra che attraversa il muro da parte a parte, di cui abbiamo scritto nei sei punti deboli di una finestra, è la versione più marcata dello stesso problema.

Dove mettere la finestra nello spessore del muro

Con mezzo metro di pietra il serramento non ha un posto obbligato. Se sta verso l’esterno, dentro la stanza resta una spalletta profonda, con molta pietra in vista e vicinissima al vetro, quindi fredda; in compenso il davanzale interno è largo. Se sta verso l’interno, la spalletta fredda che guarda la stanza si riduce, ma fuori si apre una nicchia profonda, più esposta alla pioggia, e l’aspetto della facciata cambia. In mezzeria è un compromesso, e spesso è dove stava già la vecchia finestra.

Quello da tenere d’occhio è la temperatura della spalletta: dove la pietra nuda resta troppo fredda si può valutare di rifinirla con un intonaco o un rivestimento isolante sottile, se l’aspetto della casa lo consente. Quale posizione sia giusta dipende dallo spessore vero, dallo stato della pietra e da cosa c’è fuori, e si guarda in sopralluogo con il posatore.

Il controtelaio e il giunto su un muro che non è dritto

Un muro di pietra non ha fili e angoli come un tramezzo. Il foro è irregolare, spesso fuori squadro, e lo spazio da riempire fra serramento e pietra cambia da un lato all’altro. Per questo qui il controtelaio conta più che altrove: è la cornice squadrata, fissata alla muratura, su cui si aggancia la finestra.

Il giunto va costruito a strati, non riempito di sola schiuma, e deve restare più chiuso verso l’interno e più traspirante verso l’esterno. In un muro spesso e freddo un giunto che lascia entrare il vapore di casa dà condensa dentro la muratura, dove non la vedi. Il principio è quello della posa a regola d’arte, con più cura su un muro irregolare. Le irregolarità si leggono solo sul posto: per una casa così il sopralluogo con il posatore non è una formalità.

L’aspetto di un centro storico e cosa chiedere al Comune

In un paese la facciata fa parte di un insieme, e le regole possono toccare colore, materiale e partizioni dell’infisso. Possono arrivare da un piano del colore comunale, dal regolamento edilizio, da un vincolo paesaggistico o, per gli edifici di interesse culturale, da un percorso a parte.

La norma nazionale sulle aree vincolate, il DPR 31/2017, esclude dall’autorizzazione paesaggistica la sostituzione degli infissi purché sia eseguita nel rispetto dei piani del colore comunali e delle caratteristiche, dei materiali e delle finiture esistenti. La differenza fra regole di condominio e vincolo paesaggistico è spiegata in come scegliere il materiale degli infissi. In ogni caso la verifica si fa con l’ufficio tecnico del Comune prima di ordinare.

Quando la casa respirava dagli spifferi

Con le vecchie finestre la casa di pietra scambiava aria da ogni fessura, senza che nessuno lo decidesse. Con un serramento a tenuta quel ricambio sparisce. Il vapore che si produce vivendo, cucinando, stendendo il bucato resta dentro e si deposita sulle superfici più fredde: prima di tutte la spalletta. Una macchia che compare dopo i lavori, di solito, non è un difetto del serramento: è l’aria che nessuno cambia più, come spieghiamo nella muffa negli angoli di casa.

La risposta è un’abitudine: finestre spalancate per qualche minuto, due o tre volte al giorno, meglio che socchiuse per ore. Se in casa c’è un camino o una stufa a legna, c’è una cosa in più: l’aria che alimentava la fiamma arrivava dagli spifferi, e con finestre a tenuta va garantita in un altro modo. Si verifica con chi ha installato l’apparecchio o con lo spazzacamino, prima di chiudere gli spifferi e non dopo.

Cosa guardiamo noi, partendo da Affile

Unyka ha sede ad Affile, nella valle dell’Aniene, e queste case ci sono familiari: pietra del posto, finestre infilate in fondo a muri profondi. Il muro non lo cambia nessuno, e la sua lentezza resta una qualità. Si lavora sul punto veloce, la finestra e il suo vano: si misura lo spessore, si guarda la spalletta, si decide la posizione. Il percorso è quello di sempre: telefonata, misure di massima e fotografie, preventivo preliminare in 72-96 ore, sopralluogo con il posatore.

Fonti

  • ISO 13786:2017, «Thermal performance of building components — Dynamic thermal characteristics — Calculation methods»: specifica le caratteristiche del comportamento termico dinamico di un componente edilizio completo e i metodi per calcolarle. iso.org/standard/65711.html
  • Ediltecnico, «Inerzia termica dell’involucro: i parametri per valutarla», 9 luglio 2019: definizione di sfasamento e fattore di attenuazione. ediltecnico.it/71860/inerzia-termica-involucro-parametri/
  • Infobuild Energia, «Muffa e condensa sui ponti termici, dalle verifiche di legge all’analisi numerica», 4 dicembre 2012: la condensa superficiale dipende dall’umidità dell’aria e dalla temperatura delle superfici interne. infobuildenergia.it/?p=60750
  • D.P.R. 13 febbraio 2017, n. 31, Allegato A, voce A.2: interventi sui prospetti, fra cui la sostituzione di infissi, esclusi dall’autorizzazione paesaggistica se eseguiti nel rispetto dei piani del colore e delle caratteristiche, dei materiali e delle finiture esistenti. Testo del decreto su Normattiva
  • Vincoli e permessi cambiano da Comune a Comune e da edificio a edificio: vanno verificati sul caso specifico con l’ufficio tecnico comunale e con un professionista di fiducia.
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  • Inerzia termica
  • Sfasamento termico
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  • Finestre muri spessi
  • Centro storico infissi
  • Infissi Roma Frosinone
Domande frequenti

Le risposte rapide

Perché una casa di pietra è ancora tiepida a ottobre?

Perché un muro di pietra spesso ha una grande massa e durante l’estate accumula calore, che poi restituisce lentamente alla stanza. È l’inerzia termica: il muro reagisce con ritardo ai cambiamenti dell’aria esterna, e per le prime settimane d’autunno questo ritardo tiene la casa più mite di quanto farebbe pensare il clima fuori.

Che cos’è lo sfasamento termico di un muro?

È il ritardo con cui le condizioni del clima esterno si ritrovano sulla superficie interna del muro. Si calcola con un metodo normato (la ISO 13786) e dipende da pietra, malta, spessore e umidità. Più il muro è spesso e pesante, più il ritardo è lungo e l’andamento interno è piatto rispetto a quello dell’aria di fuori.

Perché la condensa compare prima sulla spalletta della finestra?

Perché la spalletta, cioè la pietra del vano accanto al vetro, prende freddo dal serramento e dall’esterno e resta fra le superfici più fredde della stanza. L’aria interna, più calda e umida, a contatto con una superficie fredda lascia acqua: succede prima lì che sul resto del muro.

Dove conviene mettere la finestra nello spessore di un muro di pietra?

Dipende dal muro e dalla casa. Più il serramento sta verso l’esterno, più pietra fredda resta in vista nella stanza; più sta verso l’interno, meno spalletta fredda c’è dentro, ma fuori si apre una nicchia profonda e l’aspetto della facciata cambia. La posizione si decide in sopralluogo, con il posatore e il muro davanti.

Per cambiare le finestre in un centro storico servono permessi?

Dipende dal Comune e dall’edificio: possono esserci un piano del colore, un regolamento edilizio o un vincolo paesaggistico o culturale. La norma nazionale sulle aree vincolate esclude dall’autorizzazione paesaggistica la sostituzione degli infissi se rispetta caratteristiche, materiali e finiture esistenti, ma conviene chiedere all’ufficio tecnico del Comune prima di ordinare.

Con finestre nuove una casa di pietra ha ancora bisogno di ricambio d’aria?

Sì, e più di prima. Gli spifferi delle vecchie finestre cambiavano l’aria senza che nessuno se ne accorgesse; con un serramento a tenuta il ricambio va fatto apposta, aprendo bene le finestre per qualche minuto più volte al giorno. Se in casa c’è un camino o una stufa a legna, l’aria per la combustione va verificata con chi ha installato l’apparecchio.

Hai una casa di pietra e una finestra che gela prima del muro?

Mandaci due fotografie della finestra, da dentro e da fuori, con un metro appoggiato sulla spalletta che mostri quanto è profondo il muro, e dicci dove senti più freddo o dove compare la condensa. Da lì ti diciamo cosa guardare, anche prima del sopralluogo.

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