Sette cose sulle finestre che quasi tutti credono

Due campioni di vetro affiancati su un tavolo di legno vicino a una finestra, un doppio vetro e un triplo vetro visti di taglio

Sulle finestre circolano convinzioni che si passano di casa in casa, da un parente all’altro, da un cantiere all’altro. Alcune sono vere. Molte sono vere a metà. Eccone sette.

1. «Il triplo vetro è sempre meglio»

Isola di più, questo è vero. Ma ha anche i suoi rovesci: pesa di più, e il peso ricade sulla ferramenta e sulle dimensioni delle ante; e in genere fa passare un po’ meno luce.

Ha senso dove il freddo è intenso o dove si punta a prestazioni molto alte. Nel Lazio, un buon doppio basso emissivo con argon copre bene la gran parte dei casi. La domanda giusta non è «doppio o triplo», ma «cosa serve a questa finestra»: è una delle tre domande da fare sul vetro.

2. «Se c’è condensa, la finestra è difettosa»

Non per forza. La condensa sulla faccia interna del vetro dipende soprattutto dall’umidità della casa e dalla temperatura della superficie, e il punto in cui si forma — al centro, sui bordi, sul telaio — racconta cose diverse, come abbiamo spiegato parlando della condensa al mattino.

E la condensa sulla faccia esterna del vetro, al mattino, è addirittura un buon segno: vuol dire che il vetro isola bene e non si scalda dall’interno. L’unico caso che indica davvero un guasto è la condensa dentro la vetrocamera, fra le due lastre.

Vetro di una finestra visto da dentro al mattino, con una leggera condensa sulla faccia esterna e il giardino sfocato dietro

3. «Se sento aria fredda, c’è uno spiffero»

Spesso no. Il vetro freddo raffredda l’aria che lo tocca, quell’aria scende lungo la vetrata e attraversa la stanza all’altezza delle caviglie. Nessuna fessura, nessuna finestra aperta: è la tua stessa aria che si muove. Si distingue da uno spiffero vero con una candela, come abbiamo raccontato nello spiffero che non c’è.

Il freddo che senti vicino alla finestra non è sempre aria che entra. Spesso è calore tuo che esce.

— Il mito più resistente

4. «La ribalta è perfetta per arieggiare»

Per un filo d’aria sì. Per cambiare l’aria d’inverno, no. A ribalta l’aria si cambia poco, mentre il muro attorno al vano si raffredda — e un muro freddo è proprio il punto dove poi si forma la condensa.

Il ricambio che funziona è il contrario: aprire del tutto per pochi minuti e richiudere. Ne abbiamo parlato insieme alla finestra bloccata storta.

5. «Un vetro più spesso isola di più»

Non necessariamente. Per il calore contano soprattutto il trattamento basso emissivo delle lastre e il gas nell’intercapedine, non lo spessore del vetro. Per il rumore conta più l’asimmetria: due lastre di spessore diverso vibrano in modo diverso e si passano meno il suono, come abbiamo visto parlando di isolamento acustico.

Bordo di una vetrocamera visto di taglio, con due lastre di spessore diverso separate dal distanziatore

6. «Le finestre nuove non hanno bisogno di manutenzione»

Ne hanno bisogno poca, ma ne hanno bisogno. Guarnizioni pulite, fori di scarico dell’acqua liberi, una goccia d’olio sulla ferramenta, e ogni tanto una registrazione. È un pomeriggio all’anno, che abbiamo messo in fila nella manutenzione prima dell’inverno. Una finestra nuova trascurata invecchia prima del necessario.

7. «Se un vetro si rompe da solo, è un difetto di fabbrica»

Di solito no. La causa più frequente è lo shock termico: il sole scalda il centro della lastra mentre il bordo resta freddo, e il vetro cede. La crepa parte dal bordo, quasi ad angolo retto con il telaio. Il difetto nascosto esiste, ma è molto più raro, come abbiamo raccontato parlando del vetro crepato da solo.

E in più: «Se la finestra ha problemi, va cambiata»

Non sempre. A volte basta registrare la ferramenta o cambiare le guarnizioni, a volte solo il vetro. La scala degli interventi l’abbiamo raccontata in sostituire la finestra o solo il vetro. Prima si capisce dov’è il problema, poi si decide cosa toccare.

In sintesi

Sulle finestre le convinzioni più diffuse sono quasi tutte vere a metà. La regola che le mette in ordine è sempre la stessa: non esiste la risposta giusta in assoluto, esiste quella giusta per quella finestra, in quella stanza, con quella esposizione.

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Domande frequenti

Le risposte rapide

Il triplo vetro è sempre meglio del doppio?

No. Isola di più, ma pesa di più, carica di più la ferramenta e in genere fa passare un po’ meno luce. Ha senso dove il freddo è intenso o dove si cercano prestazioni molto alte; nel Lazio un buon doppio basso emissivo con argon copre gran parte dei casi. Si sceglie sulla finestra, non per principio.

La condensa sui vetri vuol dire che la finestra è difettosa?

Non per forza. Sulla faccia interna dipende soprattutto dall’umidità della casa e dalla temperatura del vetro; conta molto dove si forma. Sulla faccia esterna, al mattino, è addirittura un buon segno: vuol dire che il vetro isola. L’unico caso che indica un guasto è la condensa dentro la vetrocamera.

Un vetro più spesso isola di più?

Non necessariamente. Per il calore contano soprattutto il trattamento basso emissivo e il gas nell’intercapedine; per il rumore conta più l’asimmetria fra le due lastre, cioè che abbiano spessori diversi, che lo spessore in sé.

Le finestre nuove hanno bisogno di manutenzione?

Sì, anche se poca: guarnizioni pulite, fori di scarico dell’acqua liberi, una goccia d’olio sulla ferramenta, e ogni tanto una registrazione. Una finestra nuova trascurata invecchia prima del necessario.

Se sento aria fredda c’è per forza uno spiffero?

No. Spesso è l’aria della stanza che si raffredda contro il vetro e scende verso il pavimento. Una candela o un fazzoletto lungo il bordo dell’anta e del telaio distinguono in due minuti uno spiffero vero da questo effetto.

Hai un dubbio che non trovi in questa lista?

Scrivicelo, anche se ti sembra una domanda banale: molte delle cose che diamo per scontate sulle finestre sono vere a metà. Se ci mandi una foto, la risposta è più precisa.

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