Senti aria fredda ma la finestra è chiusa: ecco perché
Senti una corrente d’aria, controlli, e la finestra è chiusa. Non stai immaginando niente: quella corrente esiste, ma non viene da fuori. Viene dal vetro.
Una delle scene più comuni dell’autunno, e una delle poche in cui la sensazione è giusta e la spiegazione sbagliata.
La scena
Sono le nove di sera, i primi freddi veri. Sei sul divano, che sta accostato alla finestra grande del soggiorno, e a un certo punto senti aria fredda sulle caviglie.
Ti alzi, controlli. La finestra è chiusa. La maniglia è in posizione, l’anta non si muove, la tapparella è abbassata. Passi la mano sul bordo: niente. Eppure quel freddo continua a sentirsi, sempre in quel punto, sempre a quell’ora.
La conclusione naturale è che da qualche parte entri aria. Quasi sempre non è così. E la cosa curiosa è che la sensazione non ti sta ingannando: la corrente c’è davvero. Solo che non arriva da fuori.
Cosa succede davvero
L’aria della stanza tocca il vetro. Il vetro, d’inverno, è la superficie più fredda che hai in casa: molto più fredda del muro, del pavimento, dei mobili.
L’aria che lo tocca si raffredda. Raffreddandosi diventa più densa, quindi più pesante, e fa l’unica cosa che può fare: scende. Scivola lungo la vetrata fino al pavimento, e lì si muove verso il centro della stanza, strisciando bassa.
All’altezza delle caviglie, di chi è seduto, passa esattamente una corrente d’aria fredda. Nessuna finestra aperta, nessuna fessura: è la tua stessa aria che gira in tondo, raffreddata dal vetro e rimessa in circolo.
Più grande è la vetrata, più forte è l’effetto: una portafinestra di soggiorno muove molta più aria di una finestra di bagno. E più il vetro è freddo, più l’aria scende veloce.
C’è anche un secondo motivo, e non c’entra l’aria
Il corpo umano non misura la temperatura dell’aria: misura quanto calore sta perdendo.
Davanti a una superficie fredda, il corpo cede calore per irraggiamento, senza che nulla si muova. È lo stesso motivo per cui accanto a un muro appena riscaldato dal sole si sta bene anche se l’aria è fresca, solo al contrario.
Per questo nella stessa stanza, con lo stesso termometro che segna venti gradi, vicino alla vetrata si sta scomodi e due metri più in là no.
Il freddo che senti vicino alla finestra non è aria che entra. È calore tuo che esce.
La prova da due minuti
Prima di chiamare qualcuno, la distinzione la puoi fare da solo. Serve una candela, o un fazzoletto di carta tenuto per un angolo.
- Lungo il perimetro dell’anta chiusa, lentamente, tutto il giro.
- Lungo il bordo fra telaio e muro, che è un punto diverso e spesso il vero colpevole.
- Sotto il cassonetto della tapparella, dove l’aria entra più spesso di quanto si creda.
Se la fiamma si piega o il fazzoletto si muove, c’è passaggio d’aria: si lavora sulla tenuta, cioè guarnizioni, regolazione, o il giunto di posa. Se invece restano immobili mentre tu continui a sentire freddo, il colpevole è la temperatura del vetro.
È la stessa logica che guida la scelta fra sostituire la finestra o solo il vetro: prima si capisce dov’è il problema, poi si decide cosa toccare.
Cosa risolve, e cosa no
Non risolve sigillare le ante quando l’aria non passa. Il paraspifferi sulla battuta di una finestra che tiene già è lavoro sprecato: il freddo non entra da lì, viene prodotto in casa dalla superficie fredda.
Risolve alzare la temperatura della faccia interna del vetro. È quello che fa un vetro con trattamento basso emissivo: la lastra verso la stanza resta più tiepida, e una superficie più tiepida raffredda meno l’aria che la tocca. Meno raffreddamento, meno caduta, meno corrente sul pavimento. È anche il motivo per cui, sulle stesse finestre, scende la condensa.
Aiuta anche qualche accorgimento che non costa un lavoro: non coprire il termosifone sotto la finestra — sta lì apposta, il suo calore sale e ferma l’aria fredda che scende — e non appoggiare il divano o la testata del letto contro una grande vetrata, che è il posto dove quella corrente arriva per prima.
Quando conviene guardare il numero
Se la scena si ripete ogni inverno e in più stanze, il discorso diventa un altro: non è un dettaglio da correggere, è il livello di prestazione delle finestre. Il valore che lo riassume è la trasmittanza termica, la Uw: più è basso, più tiepide restano le superfici, e meno succede tutto quello che abbiamo raccontato qui.
Vale la pena dirlo, perché è il punto in cui molti si arrendono all’idea che «d’inverno vicino alla finestra si sta male, è normale». Non è normale: è misurabile, e si cambia.
In sintesi
- La corrente a finestre chiuse esiste, ma nasce dentro casa: è aria raffreddata dal vetro che scende al pavimento.
- Il freddo che senti fermo è calore che il tuo corpo cede alla superficie fredda.
- Due minuti con una candela distinguono un passaggio d’aria vero da questo effetto.
- Se l’aria passa si lavora sulla tenuta; se non passa, si lavora sul vetro.
- Termosifone libero sotto la finestra e divano staccato dalla vetrata: due gesti che non costano niente.
Le risposte rapide
Sento aria ma la finestra è chiusa: è possibile?
Sì, ed è molto comune. L’aria della stanza che tocca il vetro freddo si raffredda, diventa più pesante e scende lungo la vetrata fino al pavimento, per poi muoversi verso il centro della stanza. È una corrente vera, che però nasce dentro casa: non entra niente da fuori. La si sente soprattutto alle caviglie, perché è lì che passa.
Come distinguo una corrente vera da questo effetto?
Con una prova di due minuti. Accosta la fiamma di una candela, o un fazzoletto di carta tenuto per un angolo, prima lungo il perimetro dell’anta chiusa e poi lungo il bordo fra telaio e muro. Se si piegano, c’è passaggio d’aria e si lavora sulla tenuta. Se restano immobili mentre tu senti freddo, il responsabile è la temperatura del vetro.
Perché i termosifoni stanno sotto le finestre?
Proprio per questo motivo. Il calore che sale dal radiatore incontra l’aria fredda che scende dal vetro e la contrasta prima che arrivi al pavimento. È il motivo per cui coprire il termosifone con un mobile, o spostarlo sulla parete opposta, peggiora il comfort anche a parità di temperatura dell’aria.
Perché sento freddo anche se il termometro segna venti gradi?
Perché il corpo non percepisce solo la temperatura dell’aria: cede calore anche per irraggiamento verso le superfici fredde che ha intorno, e una grande vetrata fredda è la superficie peggiore di tutte. È la ragione per cui nella stessa stanza ci si sente diversamente vicino alla finestra e a due metri di distanza.
Serve mettere i paraspifferi?
Solo se l’aria passa davvero. Se le prove dicono che non passa, sigillare l’anta non cambia niente, perché il freddo non entra: viene generato dalla superficie fredda dentro casa. In quel caso si interviene sul vetro, e l’unica sigillatura sensata riguarda semmai il cassonetto della tapparella, che è un punto di passaggio spesso trascurato.
Cambiare il vetro basta a risolvere?
Spesso sì, perché un vetro con trattamento basso emissivo mantiene la faccia interna più tiepida, e più la superficie è tiepida meno aria fredda cade. Ma va verificato prima che il telaio sia sano e che la tenuta all’aria regga: se il problema è anche di posa o di guarnizioni, il solo vetro migliora la sensazione senza eliminarla.
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