Vetro crepato da solo? Guarda da dove parte la crepa
Nessun urto, nessun rumore, e una mattina il vetro ha una crepa. Succede davvero, e quasi sempre ha una causa precisa: il sole, un’ombra, o un difetto nascosto.
Nessun colpo, nessun rumore nella notte. Una mattina tiri su la tapparella e sul vetro c’è una crepa che ieri non c’era, a volte da un bordo all’altro della lastra.
Prima di pensare al peggio, guarda bene la crepa: la sua forma dice cosa è successo. Il vetro reagisce al caldo, al freddo e ai colpi, e ogni causa lascia una firma diversa, che si legge a occhio nudo. Le storie possibili sono tre: il sole, un colpo che nessuno ha visto, un difetto nascosto nel vetro.
Tre crepe, tre storie
Il punto da guardare è sempre lo stesso: dove comincia la crepa.
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Il sole: parte dal bordo
Nasce sul bordo della lastra, quasi ad angolo retto con il telaio, e poi si allunga nel vetro curvando, di solito con pochi rami. È la firma dello shock termico: il sole ha scaldato il centro mentre il bordo restava freddo.
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L’urto: parte da un punto
Un sassolino alzato dal tosaerba, un ramo, la grandine. C’è un punto d’impatto, a volte con una minuscola scheggiatura, e da lì le crepe si aprono a raggiera, come una stella. Se trovi quel punto la causa è chiara, anche se nessuno ha visto il colpo.
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Il temperato: tutto in un colpo
Il vetro temperato non si crepa: cede tutto insieme e si riduce in granuli piccoli e poco taglienti. Se i frammenti restano nel telaio, al centro si riconosce spesso una figura «a farfalla», due frammenti più grandi affiancati: è la firma tipica di un difetto nascosto nel vetro.
Perché il sole crepa un vetro
Si chiama shock termico, ed è la causa più frequente. Il sole scalda il centro della lastra, che si dilata. Il bordo, chiuso nel telaio o in ombra, resta freddo e non lo segue. La lastra si trova tirata fra una parte che si allarga e una che resta ferma, e se la differenza di temperatura è troppo forte cede proprio lì, sul bordo.
Il momento tipico è una mattina fredda e limpida: il sole basso batte su un vetro ancora gelato dalla notte, e il centro si scalda molto più in fretta del bordo.
A far pendere la bilancia, di solito, sono dettagli di casa che nessuno guarda. Un’ombra che copre solo metà lastra, come quella di una persiana socchiusa, di un balcone o di un albero, lascia due temperature diverse sulla stessa superficie. Una pellicola adesiva scura assorbe più calore e allarga la distanza fra il centro e il bordo. Una tenda scura tenuta molto vicina al vetro trattiene il calore fra sé e la lastra, e se ne copre solo una parte ha lo stesso effetto dell’ombra. Conta anche una fonte di calore puntata contro, come un termosifone proprio sotto una grande vetrata o un getto d’aria calda. E un bordo scheggiato al momento del taglio o della posa è il punto da cui una crepa parte più facilmente.
Il temperato che si sbriciola
Il vetro temperato è quello che, quando si rompe, si riduce in granuli piccoli e poco taglienti: per questo si usa dove conta la sicurezza. In produzione, però, al suo interno può restare una minuscola inclusione di solfuro di nichel, invisibile a occhio nudo, che con il tempo cambia volume. Un giorno, senza nessun motivo apparente, la lastra cede tutta in una volta.
Se i granuli sono rimasti nel telaio, prima di toglierli vale la pena guardarli da vicino. Al centro della rottura si riconosce spesso una figura «a farfalla»: due frammenti più grandi degli altri, affiancati. Nel punto in cui si toccano, a volte, con una lente si vede un granello minuscolo: è l’inclusione, il segno tipico di una rottura partita da dentro il vetro e non da un colpo.
È un fenomeno raro, ma esiste, e per ridurne il rischio c’è una prova in forno prevista dalla norma UNI EN 14179, l’heat soak test: le lastre temperate restano per ore ad alta temperatura, e quelle con un’inclusione pericolosa, nella maggior parte dei casi, si rompono lì invece che a casa. Si chiede soprattutto per temperati grandi, in posizioni esposte o in altezza. Su come si comportano temperato e stratificato quando si rompono ne abbiamo parlato in vetri e sicurezza in casa.
Nelle prime ore
Una lastra crepata può cedere all’improvviso, anche quando sembra ferma. Quattro cose da fare, in quest’ordine:
- Non toccare la crepa e non premerci sopra. Se il vetro temperato si è sbriciolato, i granuli si tolgono con i guanti.
- Fotografa la crepa da vicino, soprattutto il punto in cui tocca il telaio: è lì che si legge la causa.
- Annota cosa c’è davanti al vetro, dalle ombre alle pellicole, dalle tende alle fonti di calore: per chi dovrà sostituirlo è l’informazione più utile.
- Se i serramenti sono recenti, segnalalo a chi li ha forniti. E controlla la polizza della casa: alcune prevedono la voce «rottura lastre».
Si cambia la lastra, non la finestra
Quasi sempre la finestra non c’entra: il telaio è sano e si sostituisce solo la lastra o la vetrocamera, come abbiamo raccontato parlando di quando basta cambiare il vetro.
Prima, però, va capita la causa. Se la crepa è nata da un’ombra fissa o da una pellicola scura, un vetro nuovo messo nelle stesse condizioni rischia di fare la stessa fine. A volte basta togliere la pellicola; a volte, su una lastra grande e molto esposta, conviene scegliere un vetro che regga meglio le differenze di temperatura. È una delle domande da fare sul vetro prima di firmare.
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