Dispersione termica: i 6 punti deboli di una finestra
Non esce solo dal vetro. Attorno a ogni finestra ci sono sei punti da cui il calore se ne va, e uno dei peggiori sta sopra la finestra, dove nessuno guarda.
Quando in una stanza fa freddo, lo sguardo va subito al vetro. È il posto giusto da cui cominciare, ma quasi mai è l’unico.
Una finestra non è un vetro con una cornice: è un piccolo sistema, e il calore ha sei strade per uscire. Tre sono del serramento. Le altre tre stanno intorno, e nessuna scheda tecnica le racconta. Il modo più chiaro per vederle è quello dei tecnici: una termocamera puntata da fuori, in una sera fredda con il riscaldamento acceso. Dove il calore scappa, il muro si accende.
Sei strade per il calore
Qui sotto la finestra vista da fuori, come da una termocamera: chiaro dove il calore se ne va, scuro dove il muro lo tiene. I numeri sono i sei punti, nello stesso ordine dei paragrafi che seguono.
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Il vetro
È la superficie più grande, e per questo pesa molto. Un vetro singolo disperde molto più di un doppio basso emissivo, e d’inverno è la superficie più fredda della stanza.
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Il telaio
Il profilo che tiene il vetro. Un alluminio senza taglio termico porta il freddo dentro casa attraverso il metallo; PVC, legno e alluminio a taglio termico lo frenano molto di più.
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Il bordo del vetro
Lungo il perimetro della vetrocamera corre il distanziatore, che tiene separate le lastre. Se è in alluminio tradizionale crea un piccolo ponte termico proprio sul bordo: per questo la condensa compare spesso lì prima che al centro.
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Il giunto fra telaio e muro
È la fessura che si riempie durante la posa. Fatta bene è isolata e a tenuta; riempita solo di schiuma e silicone, con il tempo lascia passare aria e freddo. È il punto che fa rendere una finestra nuova meno di quanto promette.
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Il cassonetto della tapparella
Sta sopra la finestra, e per questo nessuno lo guarda. Nelle case non recenti è una scatola chiusa da un pannello sottile, quasi mai isolata, collegata all’esterno dalla fessura da cui scende la tapparella. Spesso è il punto peggiore di tutta la parete.
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Il davanzale e gli spigoli
Molte case hanno un davanzale in pietra che attraversa il muro in un pezzo unico, da dentro a fuori. La pietra conduce il calore molto più del muro, e il davanzale diventa un ponte diretto verso l’esterno. Lo stesso vale per gli spigoli del vano, dove il muro è più sottile.
Alla fine del giro la mappa intera dice la cosa più importante. I primi tre punti sono riassunti in un solo numero, la trasmittanza termica Uw, che è il numero giusto per confrontare due finestre. Ma la Uw si ferma al bordo del telaio. Giunto, cassonetto e davanzale non compaiono in nessuna scheda tecnica, e nelle case non recenti sono spesso le zone più chiare della mappa. Del giunto abbiamo parlato a proposito della posa in opera: è lì che una finestra buona può perdere quello che promette.
E poi c’è l’aria
A tutto questo si aggiunge una perdita diversa: l’aria calda che esce e quella fredda che entra dalle guarnizioni stanche e dai giunti aperti. Non è calore che attraversa un materiale, è calore che se ne va insieme all’aria. È parente stretta dell’aria fredda che senti alle caviglie anche a finestre chiuse. Una parte si recupera con la manutenzione di stagione, un’altra solo rifacendo il giunto.
La prova della mano
Per cominciare non serve una termocamera. Alla prima sera fredda, con il riscaldamento acceso, bastano le mani.
Sopra, appoggia il palmo sul pannello del cassonetto: se è freddo quasi come il vetro, o se lungo i bordi senti un filo d’aria, il calore se ne va da lì. Sotto, tocca il davanzale prima vicino al vetro e poi verso la stanza: una pietra passante resta fredda per tutta la sua profondità. Attorno, passa le dita negli angoli del vano, dove il muro è più sottile.
Poi guarda. La condensa si forma per prima sulle superfici più fredde, e il punto in cui compare dice molto. La muffa negli angoli è il segno di un ponte termico che va avanti da tempo. Se poi vuoi la mappa vera, una termocamera in una giornata fredda la mostra a colpo d’occhio, e spesso scopre che il vetro è a posto e il problema sta sopra, sotto o di lato.
Prima il punto, poi l’intervento
Saperlo prima cambia il lavoro da fare. Se il punto debole è il vetro, a volte basta cambiare solo quello. Se è il telaio, serve il serramento. Ma se è il cassonetto o il davanzale, una finestra nuova da sola risolve metà del problema, e l’altra metà resta lì, sopra e sotto il vetro nuovo.
Per questo, prima di scegliere, si trova il punto da cui il calore se ne va davvero.
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