Dispersione termica: i 6 punti deboli di una finestra

Non esce solo dal vetro. Attorno a ogni finestra ci sono sei punti da cui il calore se ne va, e uno dei peggiori sta sopra la finestra, dove nessuno guarda.

Finestra di un palazzo color ocra vista da fuori in una sera d’inverno, con la luce calda dell’interno, il cassonetto della tapparella sopra e la brina sul davanzale

Quando in una stanza fa freddo, lo sguardo va subito al vetro. È il posto giusto da cui cominciare, ma quasi mai è l’unico.

Una finestra non è un vetro con una cornice: è un piccolo sistema, e il calore ha sei strade per uscire. Tre sono del serramento. Le altre tre stanno intorno, e nessuna scheda tecnica le racconta. Il modo più chiaro per vederle è quello dei tecnici: una termocamera puntata da fuori, in una sera fredda con il riscaldamento acceso. Dove il calore scappa, il muro si accende.

Sei strade per il calore

Qui sotto la finestra vista da fuori, come da una termocamera: chiaro dove il calore se ne va, scuro dove il muro lo tiene. I numeri sono i sei punti, nello stesso ordine dei paragrafi che seguono.

  1. Il vetro

    È la superficie più grande, e per questo pesa molto. Un vetro singolo disperde molto più di un doppio basso emissivo, e d’inverno è la superficie più fredda della stanza.

  2. Il telaio

    Il profilo che tiene il vetro. Un alluminio senza taglio termico porta il freddo dentro casa attraverso il metallo; PVC, legno e alluminio a taglio termico lo frenano molto di più.

  3. Il bordo del vetro

    Lungo il perimetro della vetrocamera corre il distanziatore, che tiene separate le lastre. Se è in alluminio tradizionale crea un piccolo ponte termico proprio sul bordo: per questo la condensa compare spesso lì prima che al centro.

  4. Il giunto fra telaio e muro

    È la fessura che si riempie durante la posa. Fatta bene è isolata e a tenuta; riempita solo di schiuma e silicone, con il tempo lascia passare aria e freddo. È il punto che fa rendere una finestra nuova meno di quanto promette.

  5. Il cassonetto della tapparella

    Sta sopra la finestra, e per questo nessuno lo guarda. Nelle case non recenti è una scatola chiusa da un pannello sottile, quasi mai isolata, collegata all’esterno dalla fessura da cui scende la tapparella. Spesso è il punto peggiore di tutta la parete.

  6. Il davanzale e gli spigoli

    Molte case hanno un davanzale in pietra che attraversa il muro in un pezzo unico, da dentro a fuori. La pietra conduce il calore molto più del muro, e il davanzale diventa un ponte diretto verso l’esterno. Lo stesso vale per gli spigoli del vano, dove il muro è più sottile.

Alla fine del giro la mappa intera dice la cosa più importante. I primi tre punti sono riassunti in un solo numero, la trasmittanza termica Uw, che è il numero giusto per confrontare due finestre. Ma la Uw si ferma al bordo del telaio. Giunto, cassonetto e davanzale non compaiono in nessuna scheda tecnica, e nelle case non recenti sono spesso le zone più chiare della mappa. Del giunto abbiamo parlato a proposito della posa in opera: è lì che una finestra buona può perdere quello che promette.

Angolo fra un telaio di finestra e il muro, con la sigillatura crepata e staccata lungo il giunto e una macchia di muffa nell’angolo dell’intonaco

E poi c’è l’aria

A tutto questo si aggiunge una perdita diversa: l’aria calda che esce e quella fredda che entra dalle guarnizioni stanche e dai giunti aperti. Non è calore che attraversa un materiale, è calore che se ne va insieme all’aria. È parente stretta dell’aria fredda che senti alle caviglie anche a finestre chiuse. Una parte si recupera con la manutenzione di stagione, un’altra solo rifacendo il giunto.

La prova della mano

Per cominciare non serve una termocamera. Alla prima sera fredda, con il riscaldamento acceso, bastano le mani.

Sopra, appoggia il palmo sul pannello del cassonetto: se è freddo quasi come il vetro, o se lungo i bordi senti un filo d’aria, il calore se ne va da lì. Sotto, tocca il davanzale prima vicino al vetro e poi verso la stanza: una pietra passante resta fredda per tutta la sua profondità. Attorno, passa le dita negli angoli del vano, dove il muro è più sottile.

Poi guarda. La condensa si forma per prima sulle superfici più fredde, e il punto in cui compare dice molto. La muffa negli angoli è il segno di un ponte termico che va avanti da tempo. Se poi vuoi la mappa vera, una termocamera in una giornata fredda la mostra a colpo d’occhio, e spesso scopre che il vetro è a posto e il problema sta sopra, sotto o di lato.

Davanzale in travertino che attraversa il muro in un pezzo unico: la parte interna nella luce calda della stanza, quella esterna coperta di brina

Prima il punto, poi l’intervento

Saperlo prima cambia il lavoro da fare. Se il punto debole è il vetro, a volte basta cambiare solo quello. Se è il telaio, serve il serramento. Ma se è il cassonetto o il davanzale, una finestra nuova da sola risolve metà del problema, e l’altra metà resta lì, sopra e sotto il vetro nuovo.

Per questo, prima di scegliere, si trova il punto da cui il calore se ne va davvero.

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Domande frequenti

Le risposte rapide

Da dove esce il calore di una finestra?

Da sei punti: il vetro, il telaio, il bordo del vetro dove c’è il distanziatore, il giunto fra telaio e muro, il cassonetto della tapparella e il davanzale con gli spigoli del vano. A questo si aggiunge l’aria che passa da guarnizioni e giunti. I primi tre sono riassunti nella Uw della finestra; gli altri tre dipendono da come la finestra è montata e da cosa le sta intorno.

Perché una finestra nuova può disperdere più del previsto?

Perché la sua scheda tecnica descrive solo il serramento. Se il giunto con il muro non è isolato, se il cassonetto resta una scatola vuota o se il davanzale in pietra attraversa il muro da dentro a fuori, il calore trova una strada attorno alla finestra nuova, e l’intervento rende meno di quanto potrebbe.

Il cassonetto disperde davvero così tanto?

Nelle case non recenti spesso sì. È una scatola chiusa da un pannello sottile, a contatto diretto con l’esterno attraverso la fessura da cui scende la tapparella, e quasi mai isolata. Per questo è uno dei primi punti da guardare quando una stanza resta fredda anche con finestre buone.

Cos’è un ponte termico attorno alla finestra?

È un punto in cui il calore trova una strada più facile per uscire rispetto al resto del muro. Attorno alle finestre i più comuni sono il davanzale in pietra passante, gli spigoli del vano e il giunto fra telaio e muro. D’inverno si riconoscono perché sono le superfici più fredde della stanza, e spesso le prime dove compare la condensa.

Come si vede da dove esce il calore?

Il modo più chiaro è una termocamera, in una giornata fredda con il riscaldamento acceso: mostra le superfici più fredde in colori diversi, e la mappa attorno alla finestra salta all’occhio. Senza strumenti, qualche indizio lo danno la mano appoggiata sulle superfici, la condensa e le macchie di muffa negli angoli.

Cambiare solo il vetro riduce la dispersione?

Riduce quella del vetro, che è la superficie più grande. Ma se il telaio non ha il taglio termico, se il giunto è aperto o se il cassonetto non è isolato, il calore continua a uscire da lì. Per questo prima di scegliere l’intervento conviene capire quale dei sei punti pesa di più.

Vuoi capire da dove se ne va il calore a casa tua?

Mandaci due fotografie di una finestra, da dentro e da fuori, compreso il cassonetto e il davanzale, e raccontaci in quale stanza senti più freddo. Si capisce presto se il punto debole è il serramento o quello che gli sta intorno.

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