Ecobonus al 65% nel 2027: cosa è vero e cosa no
Si parla di un Ecobonus al 65% dal 2027, anche sulle finestre. Un testo di legge ancora non c’è: cosa è scritto, cosa è un’ipotesi e cosa è falso.
Lo si sente al bar, in un gruppo di condominio, in qualche inserzione: «dal 2027 torna il 65% sulle finestre». Chi stava pensando di cambiarle si chiede se convenga fermarsi e aspettare. Chi le ha appena ordinate si chiede se ha sbagliato i tempi.
La risposta onesta, oggi 2 ottobre 2026, è che un nuovo Ecobonus al 65% non esiste. Esiste un’ipotesi, raccontata dai giornali e confermata a metà da un viceministro, e una legge attuale che dice un’altra cosa. Qui sotto mettiamo in fila cosa è scritto, cosa si dice e cosa è falso, ognuno con la sua fonte. Quando il Governo presenterà la legge di bilancio, aggiorneremo questa pagina.
Cosa dice la legge oggi
Per sostituire le finestre di casa, la detrazione vale il 50% per le spese pagate nel 2025 e nel 2026, se la casa è quella in cui abiti e ne sei proprietario o titolare di un diritto reale. Negli altri casi, comprese le seconde case, vale il 36%. Si recupera in dieci rate annuali uguali, in dichiarazione dei redditi.
Con la legge in vigore, per le spese pagate nel 2027 le aliquote scendono al 36% e al 30%. Lo scrive l’ENEA nel suo vademecum sui serramenti, aggiornato il 23 settembre 2026, e lo riporta la Camera dei deputati nella sua scheda sui bonus edilizi. Il tetto resta di 60.000 euro di detrazione per unità immobiliare: è un limite sulla detrazione, non sulla spesa.
Le regole tecniche non cambiano: deve essere una sostituzione, non una finestra nuova dove prima non c’era; la finestra deve separare un ambiente riscaldato dall’esterno; i valori di trasmittanza dopo i lavori devono stare nei limiti di legge, che variano con la zona climatica (ne parliamo nella guida alla trasmittanza termica Uw). Entro 90 giorni dalla fine dei lavori va fatta la comunicazione all’ENEA.
Da dove viene il 65%
La voce nasce il 13 settembre. Il Sole 24 Ore, ripreso dall’ANSA, scrive che il Governo studia per il 2027 un Ecobonus al 65% solo sulla prima casa, con il 36% per gli altri immobili. Fra i lavori citati ci sono infissi, pompe di calore, climatizzatori, solare termico, schermature e cappotto. I soldi verrebbero dalla flessibilità che l’Unione europea concede sui conti pubblici per le spese legate all’energia.
Il giorno dopo Edilportale precisa il punto che conta: non c’è un testo normativo, è un’ipotesi che potrebbe entrare nella legge di bilancio. Il 16 settembre FederlegnoArredo chiede che serramenti e schermature siano compresi in modo esplicito: un segno che non lo erano ancora.
Poi arrivano i conti. Il 22 settembre l’Istat certifica per il 2025 un deficit al 3,1% del prodotto interno lordo, e i giornali scrivono che la manovra si fa più stretta. Il 1° ottobre il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, a un incontro con Confartigianato, apre davvero a una detrazione più alta del 50%: «lì possiamo tirare più su l’asticella», dice. Come esempi cita il cappotto termico e i pannelli solari. Le finestre, nelle sue parole riportate dal Sole 24 Ore, non ci sono.
Le voci, una per una
Qui sotto le frasi che girano, ognuna con il suo verdetto. Dove c’è scritto «solo un’ipotesi» è la parte che nessuno, oggi, può dare per certa.
- Si sente dire
«Il 65% è già legge.»
Falso
Non esiste nessun testo, nemmeno in bozza. Il disegno di legge di bilancio arriva in Parlamento entro il 20 ottobre e va approvato entro il 31 dicembre: solo allora si saprà cosa contiene.
- Si sente dire
«Dal 2027 ci sarà il 65% sulla prima casa.»
Solo un’ipotesi
È l’ipotesi raccontata dal Sole 24 Ore il 13 settembre: 65% sull’abitazione principale, 36% sulle altre case. Dipende dai conti pubblici e dall’accordo con Bruxelles su come usare la flessibilità per l’energia.
- Si sente dire
«Il 65% varrà anche per le finestre.»
Solo un’ipotesi
Gli infissi c’erano nelle indiscrezioni di settembre, ma non negli esempi del viceministro il 1° ottobre. Le regole europee di quella flessibilità, per le famiglie, parlano di ristrutturazioni che riducono i consumi di almeno il 30%: se servirà un requisito simile, cambiare le sole finestre potrebbe non bastare. Oggi nessuno lo sa.
- Si sente dire
«Dal 2027 la detrazione sulle finestre scende.»
È legge
Con la legge in vigore, per le spese pagate dal 1° gennaio 2027 si passa dal 50% al 36% sulla prima casa e dal 36% al 30% sulle altre. Vale finché una legge nuova non dice altro.
- Si sente dire
«Per l’aliquota conta il giorno in cui firmi il contratto.»
Falso
Conta il giorno del pagamento. Ogni bonifico parlante prende l’aliquota dell’anno in cui viene fatto, qualunque sia la data del preventivo, del contratto o dell’inizio dei lavori.
- Si sente dire
«Torna la cessione del credito.»
Falso
Nessuna delle ipotesi uscite finora lo prevede, e per i lavori nuovi il blocco della cessione del credito e del bonus scalato in fattura resta in vigore. Il viceministro, anzi, ha detto che vanno evitate le «situazioni patologiche» nate con il Superbonus.
- Si sente dire
«Lo impone la direttiva case green: ristrutturare diventerà obbligatorio.»
Falso
La direttiva europea sugli edifici fissa obiettivi medi di consumo per ogni Paese, non obblighi casa per casa, e l’Italia non l’ha ancora recepita. Il 65% di cui si parla è legato a un’altra cosa: la flessibilità sui conti pubblici per l’energia.
- Si sente dire
«Il 65% sulle finestre non c’è mai stato.»
Falso
C’è stato: dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017 la sostituzione degli infissi rientrava nell’Ecobonus al 65%. Dal 2018 è scesa al 50%. Per le finestre sarebbe un ritorno, non una prima volta.
Il 65% sulle finestre c’è già stato
Vale la pena tornarci, perché spiega molto dell’attesa di queste settimane. L’Ecobonus nasce nel 2007 al 55%. Dal 6 giugno 2013 sale al 65%, e le finestre ci rientrano perché fanno parte dell’involucro della casa, come i muri e il tetto. Dal 1° gennaio 2018 la legge separa infissi e schermature dal resto e li porta al 50%. Dal 2025 arriva lo schema di oggi: 50% sulla prima casa, 36% sulle altre.
C’è un dettaglio di quella storia che conta anche adesso. Nel 2013 il 65% valse per le spese pagate da una data precisa in poi, il 6 giugno: chi aveva pagato prima restò alla regola vecchia. Nessuno può dire oggi come sarebbe scritta una norma nuova, ma niente fa pensare che un 65% possa valere per le spese già pagate.
Le date da segnare
Entro il 15 ottobre il Governo manda a Bruxelles il documento programmatico di bilancio: è il primo testo in cui le intenzioni diventano numeri. Entro il 20 ottobre presenta in Parlamento il disegno di legge di bilancio, e lì si vedrà se c’è un Ecobonus nuovo, con quale aliquota e per quali lavori. Poi il testo cambia in Parlamento, con emendamenti che spesso arrivano fino agli ultimi giorni, e va approvato entro il 31 dicembre.
Fino al 31 dicembre, insomma, l’unica cosa certa è quella del 2026. Il resto si chiarisce per passi, e questa pagina li seguirà.
Se stai pensando di cambiare le finestre adesso
Qui non diamo consigli fiscali: se la detrazione ti spetti, e quanto ti renda, lo verifica il tuo commercialista o il CAF sul tuo caso. Ci sono però alcuni fatti che aiutano a fare la domanda giusta.
Il primo è la data del pagamento. Un lavoro si paga quasi sempre in più momenti: da noi la prima rata è sempre il 50% e il resto segue l’avanzare del lavoro, come spieghiamo in quando si paga un lavoro di serramenti. Se l’acconto cade nel 2026 e il saldo nel 2027, con la legge di oggi i due bonifici seguono due aliquote diverse. Chiedere al commercialista come cadono i pagamenti, prima di firmare, è la mossa più semplice.
Il secondo sono le imposte. La detrazione si recupera in dieci anni solo se ogni anno paghi abbastanza tasse da assorbirla: la parte che non trova capienza si perde. Sopra i 75.000 euro di reddito, dal 2025, c’è anche un tetto al totale delle detrazioni.
Il terzo è il tempo. Fra il primo contatto e la posa passano settimane, a volte mesi, fra misure, preventivo, sopralluogo e produzione. Chi aspetta di sapere cosa dirà la legge di bilancio può intanto fare tutto il resto: capire quali finestre cambiare, con quali prestazioni, e quanto tempo serve.
E se di incentivi ne esistono più d’uno, ognuno con le sue regole, conviene conoscerli tutti: la differenza fra detrazione e Conto Termico la raccontiamo in Conto Termico e bonus infissi.
Fonti
Aggiornate al 2 ottobre 2026. Le regole valgono per i casi generali: il singolo caso va sempre verificato con il commercialista o con un tecnico abilitato.
- ENEA — Vademecum «Serramenti e infissi», aggiornamento del 23 settembre 2026: aliquote 2025-2027, limite di 60.000 euro, comunicazione entro 90 giorni.
- Agenzia delle Entrate — «Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026: riqualificazione energetica»: storia delle aliquote, principio di cassa, cessione del credito.
- Camera dei deputati — Scheda «Bonus edilizi e tassazione immobiliare», aggiornata al 31 luglio 2026.
- Commissione europea — Orientamenti sulla clausola di salvaguardia nazionale per la sicurezza energetica (C/2026/4514), Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 18 agosto 2026.
- Il Sole 24 Ore — «Casa, Leo apre all’ecobonus al 65% per cappotti termici e pannelli solari», 1° ottobre 2026.
- ANSA — «Il governo studia nuovo ecobonus al 65% per infissi e condizionatori», 13 settembre 2026; «Il calendario della manovra», 22 settembre 2026.
- Edilportale — «Ecobonus 65% dal 2027, ipotesi del Governo», 14 settembre 2026.
- Sky TG24 — Rapporto deficit/Pil 2025, il dato dell’Istat, 22 settembre 2026.
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