Detrazione finestre 2026: cosa preparare entro dicembre

Tavolo di legno chiaro accanto a una finestra dal telaio nero, con una cartellina aperta su fatture e ricevute di bonifico, un calendario da tavolo con il 31 dicembre cerchiato a matita e una penna, nella luce naturale del mattino

Una cartellina sul tavolo del soggiorno, il 31 dicembre cerchiato a matita sul calendario e una domanda che torna sempre uguale: se voglio la detrazione di quest’anno, cosa devo avere in ordine, e quando?

Dal 21 ottobre al 31 dicembre 2026, settimana per settimana
  1. Oggi, 21 ottobre Telefonata, misure di massima e fotografie.
  2. Preventivo preliminare Arriva in 72-96 ore da quando abbiamo tutto.
  3. Sopralluogo e definitivo Il posatore viene a vedere; da qui nasce il definitivo.
  4. Acconto con bonifico parlante La data del bonifico decide l’anno.
  5. 31 dicembre L’ultimo giorno per i pagamenti del 2026.
  6. Fine lavori, poi 90 giorni per l’ENEA Si contano dalla fine dei lavori, non dal bonifico.

Le settimane sono disegnate sempre più corte, come in un conto alla rovescia. Le posizioni delle tappe sono indicative: i tempi di ogni lavoro si concordano caso per caso.

La risposta breve è che quasi tutto si decide nel giorno del bonifico, e che il resto sono documenti da chiedere per tempo. Il quadro delle aliquote, delle voci sul 65% e delle date della manovra sta nell’articolo sull’Ecobonus al 65% nel 2027: qui parliamo solo di cosa preparare.

Quasi tutto si decide nel giorno del bonifico

Per le persone fisiche vale il criterio di cassa: una spesa è sostenuta quando viene pagata, non quando si firma il contratto e non quando finiscono i lavori. Con un bonifico, per l’Agenzia delle Entrate, conta il giorno in cui si dà l’ordine alla banca, non quello dell’addebito.

Ne segue che ciò che si paga entro il 31 dicembre 2026 segue le regole del 2026, e ciò che si paga dal 1° gennaio 2027 quelle del 2027. Per i serramenti l’ENEA indica, con la legge in vigore, il 50% sulla casa in cui si abita se chi paga ne è proprietario o titolare di un diritto reale, e il 36% negli altri casi, per le spese del 2026; per quelle del 2027, il 36% e il 30%. La data di avvio dei lavori non cambia nulla.

Un acconto pagato nel 2026 e un saldo pagato nel 2027 possono quindi avere aliquote diverse. Se la differenza pesa nel tuo caso, lo dice il tuo fiscalista o il CAF: conviene chiederlo prima di firmare, non dopo.

Per pagare l’acconto nel 2026 bisogna partire dal calendario

Da noi il percorso ha un ordine che non si salta: telefonata, misure di massima e fotografie, preventivo preliminare in 72-96 ore da quando abbiamo tutto, richiamo, sopralluogo con il posatore, preventivo definitivo. L’acconto viene dopo, e la prima rata è sempre il 50%, come spieghiamo in quando si paga un lavoro di serramenti. I passaggi sono raccontati in cosa succede dopo che ci scrivi.

Dal 21 ottobre al 31 dicembre passano poco più di dieci settimane, e le ultime sono le più corte, perché le festività di dicembre tolgono giorni utili. Chi vuole pagare l’acconto nel 2026 deve partire presto. Una data di consegna non la promettiamo prima di aver visto il lavoro: dipende da misure, prodotto e fornitori.

Il bonifico parlante porta tre dati, e le fatture devono dire lo stesso nome

Chi non esercita attività d’impresa paga con bonifico bancario o postale, e non con uno qualsiasi: serve quello dedicato che banche e Poste mettono a disposizione, il bonifico «parlante». Riporta la causale, con gli estremi della norma che dà diritto alla detrazione; il codice fiscale di chi detrae, anche se diverso da chi ordina il pagamento; la partita IVA o il codice fiscale di chi lo riceve. Per l’Ecobonus l’ENEA aggiunge numero e data della fattura.

La norma da scrivere nella causale dipende dalla detrazione: per le finestre c’è l’Ecobonus e c’è il bonus ristrutturazioni, e per le stesse spese se ne usa uno solo. Quale, lo decide il fiscalista, e la causale conviene farla controllare prima dell’acconto. Un errore non sempre è definitivo: l’Agenzia ammette la ripetizione del bonifico o, in certi casi, una dichiarazione sostitutiva dell’impresa che ha incassato.

Le fatture vanno intestate a chi detrae. Se non coincidono con il bonifico, la detrazione va a chi ha sostenuto la spesa, ma i documenti vanno integrati con nome e quota di ciascuno, fin dal primo anno. Si evita decidendo prima chi detrae, e in che misura.

All’ENEA si scrive dopo, ma i documenti si chiedono prima

Per l’Ecobonus sulle finestre si invia all’ENEA la scheda descrittiva, solo online, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, nella sezione dell’anno in cui finiscono. La fine dei lavori è la data del collaudo o, se manca, quella che risulta da un documento di chi ha eseguito il lavoro: non basta l’autocertificazione di chi lo ha commissionato. Per un lavoro che finisce a dicembre la scadenza cade a marzo. Per una singola unità immobiliare la scheda può compilarla anche chi detrae.

Anche il bonus ristrutturazioni prevede la comunicazione per i serramenti; lì un invio mancato non fa perdere la detrazione, mentre per l’Ecobonus si rimedia solo con la remissione in bonis e una sanzione.

I documenti tecnici, invece, si chiedono prima. Per le finestre di una singola unità l’asseverazione di un tecnico abilitato può essere sostituita dalla dichiarazione di chi fornisce e installa i serramenti, che attesta il rispetto dei requisiti di trasmittanza; con le schede tecniche, la marcatura CE e la dichiarazione di prestazione. Se invece serve l’asseverazione di un tecnico abilitato, per esempio nelle parti comuni, conviene saperlo prima di firmare.

Le foto di prima, il titolo edilizio e la cartellina

Le fotografie dei serramenti com’erano non sono tra i documenti che la norma elenca. Ma l’Ecobonus riguarda la sostituzione di infissi esistenti con trasmittanza oltre i limiti, e una foto documenta lo stato di prima: è una nostra prudenza, non un obbligo. Quelle che ci mandi con le misure di massima, all’inizio, sono già un buon punto di partenza.

Il titolo edilizio, per sostituire le finestre, di norma non serve: rientra nell’edilizia libera, come spieghiamo in cambiare le finestre in condominio. Senza titolo, chi detrae dichiara la data di inizio lavori con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Per le parti comuni servono delibera e tabella millesimale; per chi abita in affitto o in comodato, il consenso del proprietario.

La cartellina, che gli uffici possono chiedere in un controllo, tiene insieme:

  • le ricevute di tutti i bonifici, acconto e saldo, e le fatture;
  • la scheda dell’ENEA con il codice CPID e la mail di conferma;
  • schede tecniche, marcatura CE e dichiarazione sulla trasmittanza;
  • le fotografie di prima e di dopo;
  • il titolo edilizio o la dichiarazione sostitutiva, e gli eventuali consensi.

Senza fatture e ricevute da mostrare la detrazione si perde: conviene tenere tutto per i dieci anni di recupero, e il termine preciso lo dice il fiscalista.

Sopra i 75.000 euro di reddito il tetto cambia

Dal 2025 l’articolo 16-ter del TUIR limita l’importo complessivo delle spese detraibili per chi ha un reddito complessivo oltre i 75.000 euro, interventi edilizi compresi. Il limite dipende dal reddito e dai figli a carico, e lo calcola il fiscalista o il CAF.

Cosa cambia con la legge di bilancio 2027

Al momento in cui scriviamo, l’8 ottobre, il testo del disegno di legge di bilancio per il 2027 non è ancora pubblico. Le aliquote del 2027 previste dalla legge in vigore sono quelle già viste: per i serramenti, secondo l’ENEA, il 36% sulla casa in cui si abita e il 30% negli altri casi. Le voci su un possibile Ecobonus al 65% sono spiegate, una per una, nell’articolo sull’Ecobonus.

Se il testo cambierà le aliquote, o prevederà norme di passaggio per i pagamenti già fatti, aggiorneremo questa pagina. Per un acconto che cade a cavallo d’anno, la verifica resta la stessa: chiedere al fiscalista o al CAF quale regola si applica al proprio caso.

Fonti

Verificate l’8 ottobre 2026. Le regole valgono per i casi generali: il singolo caso va sempre verificato con il fiscalista o con il CAF.

  • Detrazione infissi 2026
  • Bonifico parlante
  • Comunicazione enea
  • Criterio di cassa
  • Ecobonus infissi
  • Documenti detrazione finestre
  • Sostituzione infissi
  • Infissi Roma Frosinone
Domande frequenti

Le risposte rapide

Se pago l’acconto nel 2026 e il saldo nel 2027, che aliquota si applica?

Per le persone fisiche conta la data del pagamento: ogni bonifico segue le regole dell’anno in cui viene fatto. Con la legge in vigore, per i serramenti l’ENEA indica il 50% sulla casa in cui si abita e il 36% negli altri casi per le spese del 2026, e il 36% e il 30% per quelle del 2027. Se una legge nuova cambia le regole del 2027 o prevede norme di passaggio, la risposta può cambiare: va verificata con il proprio fiscalista o CAF.

Cosa deve contenere il bonifico parlante?

La causale, con gli estremi della norma che dà diritto alla detrazione; il codice fiscale di chi detrae, che può essere diverso da chi ordina il bonifico; la partita IVA o il codice fiscale di chi riceve il pagamento. Per l’Ecobonus l’ENEA indica anche il numero e la data della fattura. Quale norma scrivere dipende dalla detrazione scelta, e conviene farlo controllare prima di pagare l’acconto.

Se il bonifico è sbagliato, la detrazione è persa?

Non sempre, ma rimediare costa lavoro. L’Agenzia delle Entrate ammette la ripetizione del bonifico corretto o, in certi casi, una dichiarazione sostitutiva dell’impresa che ha incassato, e tollera lo scambio dei riferimenti normativi quando è un errore materiale. Il bonifico ordinario, invece, non è la strada indicata. Il caso concreto lo valuta il fiscalista o il CAF.

La comunicazione all’ENEA serve anche per le finestre?

Sì. Per l’Ecobonus si invia la scheda descrittiva dal portale dell’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, e per una singola unità immobiliare può compilarla anche chi detrae. Anche per il bonus ristrutturazioni la sostituzione dei serramenti è tra gli interventi da comunicare. I 90 giorni partono dalla fine dei lavori, non dal pagamento.

Servono le foto delle finestre prima dei lavori?

Nessuna norma le elenca tra i documenti obbligatori. Sono però un modo semplice di documentare com’erano i serramenti prima, perché l’Ecobonus riguarda la sostituzione di infissi esistenti con valori di trasmittanza oltre i limiti. Le fotografie inviate con le misure di massima, all’inizio del percorso, conviene conservarle.

Il limite per i redditi alti riguarda anche le finestre?

In generale sì: dal 2025 l’articolo 16-ter del TUIR limita l’importo complessivo delle spese detraibili per chi ha un reddito complessivo sopra i 75.000 euro, e dentro quel limite rientrano anche le spese per interventi edilizi. Il tetto dipende dal reddito e dai figli a carico, e lo calcola il fiscalista.

Vuoi capire da dove partire, con le date che hai?

Mandaci due o tre fotografie delle finestre e le misure di massima, e dicci per quando pensi di pagare l’acconto. Ti raccontiamo come si svolge il percorso, così le date puoi verificarle con il tuo fiscalista o il CAF.

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