Persiane blindate: come sono fatte e dove tengono
Una persiana d’acciaio chiusa a chiave, e qualcuno che prova con una leva a farla cedere dal bordo. L’anta non si piega, la serratura non si muove. Poi si sente un rumore secco: è l’intonaco che si stacca dal muro, attorno al telaio.
Blindata è un aggettivo, la persiana è un insieme di parti
Di una persiana blindata si dice spesso soltanto che è «di acciaio», come se bastasse. In realtà è un piccolo sistema, in cui ogni parte ha un compito e ogni parte può essere il punto che cede. Sulle classi di resistenza all’effrazione e su cosa misurano abbiamo già scritto in un articolo a parte: qui ci basta ricordare che «blindato» da solo non corrisponde a nessuna misura, e che la sicurezza si legge in una classe certificata per il prodotto intero. Per il confronto con tapparelle e frangisole sul fronte del caldo c’è un altro articolo; qui guardiamo dentro, parte per parte.
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Le lamelle e l’anta
Acciaio zincato, in lamiera o in profili scatolati. Le lamelle, fisse o orientabili, sono la parte che si vede e quella che di norma cede per ultima.
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I cardini e il rostro
Cerniere robuste e, dal lato dei cardini, un rostro fisso che entra nel telaio: se i perni saltano, l’anta resta comunque trattenuta.
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La serratura e le aste
La serratura sta al centro, le aste verticali salgono e scendono nelle loro sedi. Una serratura sola concentra tutta la forza in un punto.
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Il catenaccio
Un paletto che dal montante entra nel telaio o nel muro: tiene l’anta anche lungo il bordo, dove di solito si fa leva.
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L’ancoraggio al muro
Il telaio è fissato con zanche o tasselli. Ogni spinta passa dall’anta al telaio, dal telaio agli ancoraggi e finisce nella muratura: è qui, spesso, che la catena si spezza.
L’anta d’acciaio è la parte più facile da fare bene
Le lamelle di una persiana blindata sono d’acciaio, in genere zincato. Nelle schede tecniche dei produttori lo spessore di lamiere e profili si legge in decimi di millimetro, e per lamelle e anta si resta di solito fra circa uno e due millimetri: molto più di una persiana comune. Le lamelle possono essere fisse oppure orientabili. Le fisse sono saldate o bloccate nell’anta, quindi rigide; le orientabili hanno perni e un comando per regolare luce e aria, comodo ma con una parte meccanica in più.
In entrambi i casi l’anta è, di norma, la parte meno probabile da cui comincia il guaio. È la più visibile e la più semplice da dimensionare e da verificare. I problemi stanno altrove, in quello che tiene l’anta al muro.
Cardini e chiusure devono tenere ovunque, non solo al centro
Un’anta d’acciaio pesa molto più di una in alluminio o in legno, e i cardini devono reggerla senza cedere nel tempo. Quelli antistrappo hanno in più un rostro o un gancio fisso dal lato dei cardini: a persiana chiusa entra in un foro del telaio, e se qualcuno lavora sui perni fino a farli saltare l’anta resta comunque trattenuta.
Chi fa leva, del resto, non parte dalla serratura: cerca il bordo e l’angolo, dove l’anta ha più gioco. Per questo le chiusure buone sono distribuite. Una serratura con le sue aste verticali, e in più catenacci o paletti laterali che entrano nel telaio o direttamente nel muro. La forza di chi forza non trova un solo punto su cui concentrarsi.
Il punto debole è spesso dove l’acciaio incontra la muratura
Tutto ciò che anta, cardini e chiusure trattengono deve andare da qualche parte. Una leva spinge sull’anta; l’anta passa la spinta al telaio; il telaio la passa agli ancoraggi, cioè zanche murate o tasselli meccanici e chimici; gli ancoraggi la scaricano nel muro. È una catena, e vale quanto l’anello più debole.
Con un’anta ben costruita l’anello più debole è spesso l’ultimo, perché è l’unico che non decide il costruttore: decide il muro. In una casa non recente può essere laterizio forato, pietra con la malta ormai friabile, un intonaco spesso che sembra muro e non lo è. L’imbotte può essere stretto, vicino allo spigolo, e un tassello messo a ridosso del bordo lavora male. Il risultato è la scena con cui abbiamo aperto: l’acciaio regge, la parete no.
C’è poi una questione di carte. La classe di resistenza si certifica provando la persiana montata in una parete di prova, secondo le istruzioni di montaggio del costruttore, che entrano nel rapporto di prova. Vale quindi per la persiana così provata e così montata. Su un muro diverso nulla garantisce che la prestazione venga con il prodotto, a meno che quelle istruzioni lo prevedano. È lo stesso principio della norma sulla posa dei serramenti, che chiede di mantenere in opera le prestazioni del laboratorio, antieffrazione compresa: ne abbiamo parlato nell’articolo sulla posa a regola d’arte.
Tre domande da fare prima di sceglierla
La prima è sulla carta. La classe è certificata da un laboratorio terzo, per la persiana intera, con telaio, serrature e ancoraggi, e per quale configurazione? Una scheda che elenca spessori e «acciaio rinforzato» descrive dei materiali, non una prestazione.
La seconda riguarda il tuo muro. Con quali ancoraggi sarà fissata, quanti, a che distanza dal bordo del vano? Una risposta seria passa da un sopralluogo, perché un muro si guarda e si tocca prima di dire come si fissa. Da una fotografia si capisce molto, non tutto: per questo il preventivo preliminare parte da misure di massima e foto, e il fissaggio si decide poi, con il posatore, davanti alla parete.
La terza è su chi la posa. Una persiana certificata montata male non è più quella certificata. Chiedi chi la monterà, se conosce muri come il tuo e se il fissaggio sarà documentato.
In condominio la persiana è anche una questione di facciata
Le persiane si vedono da fuori, e la facciata è una parte comune. Passare da persiane in legno a persiane in lamiera d’acciaio cambia colore, disegno delle lamelle e spessore. L’articolo 1122 del Codice civile non permette opere che pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio e chiede di dare preventiva notizia all’amministratore, che ne riferisce all’assemblea. Il regolamento può poi fissare modello e colore con limiti più stretti, e il fissaggio tocca comunque la muratura della facciata: un motivo in più per avvisare per iscritto prima di ordinare. Il quadro completo è nell’articolo sul permesso per cambiare le finestre in condominio.
Una persiana chiusa a chiave è anche una via d’uscita chiusa
La solidità che tiene fuori chi non deve entrare tiene dentro chi deve uscire. Se la persiana si apre solo con una chiave, e la chiave è in un cassetto o in tasca a chi è fuori casa, quella finestra in un’emergenza non è più una via di fuga. Pensa a una camera al primo piano e a una notte in cui bisogna uscire in fretta.
Meglio chiedere prima come si apre da dentro. Esiste un comando interno che non richiede la chiave? Se serve la chiave, ha un posto fisso che tutti in casa conoscono, compresi i ragazzi e le persone più anziane?
Fonti
Riferimenti richiamati nell’articolo. I dati sugli spessori vengono dalle schede tecniche dei produttori e variano da prodotto a prodotto: vanno sempre letti sulla scheda della persiana che si sta valutando. Il singolo caso, in condominio, va valutato con l’amministratore e, se serve, con un tecnico abilitato.
- UNI EN 1627:2021 — Porte pedonali, finestre, facciate continue, inferriate e chiusure oscuranti: resistenza all’effrazione, requisiti e classificazione. In vigore dal 1° luglio 2021, ha sostituito la UNI EN 1627:2011.
- La UNI EN 1627:2021 e l’eccellenza italiana (Guidafinestra) — La classificazione riguarda il prodotto nel suo insieme e si basa sulle prove di carico statico, dinamico e di attacco manuale (UNI EN 1628, 1629 e 1630 del 2021), con il prodotto montato in una parete di prova.
- Protezione antieffrazione: ift sulla nuova EN 1627 (Guidafinestra) — I produttori devono fornire nelle istruzioni di montaggio le informazioni sul tipo di parete adatta, e le istruzioni vanno incluse nel rapporto di prova.
- UNI 11673-1 — Posa in opera di serramenti, requisiti e verifica del progetto di posa: i fissaggi devono essere coerenti con i carichi e con le eventuali prestazioni antieffrazione del serramento.
- Art. 1117 del Codice civile — Parti comuni dell’edificio, fra cui le facciate e i muri maestri.
- Art. 1122 del Codice civile — Opere su parti di proprietà o uso individuale: divieto di pregiudicare il decoro architettonico e preventiva notizia all’amministratore.
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- UNI EN 1627
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