12 agosto 2026

Come confrontare due preventivi che sembrano uguali ma non lo sono

Due totali vicini possono descrivere due lavori diversi. Come rimettere le proposte sullo stesso piano prima di decidere: perimetro, materiali, vetri, posa, garanzie.

Due totali vicini possono descrivere due lavori diversi. Come rimettere le proposte sullo stesso piano prima di decidere.

Due fogli, due totali vicini, una decisione difficile

C’è un momento preciso, in quasi tutti i lavori di casa, in cui la sensazione di avere le cose sotto controllo svanisce di colpo: quello in cui sul tavolo arrivano due preventivi. Li hai chiesti entrambi per lo stesso motivo, hai fatto vedere le stesse finestre, hai raccontato le stesse cose. E adesso hai davanti due documenti che parlano di alluminio, di vetrocamera, di taglio termico, di posa — e che finiscono con due cifre che non tornano.

A volte le cifre sono lontanissime. A volte, ed è il caso più insidioso, sono vicine. E lì scatta la scorciatoia mentale che rovina più decisioni di quante ne rovini la fretta: se i numeri si somigliano, allora il lavoro è lo stesso, quindi tanto vale prendere quello che costa meno. È comprensibile, perché il totale è l’unica cosa che sappiamo leggere con sicurezza. Ma quasi sempre è sbagliata, per un motivo semplice: due preventivi che descrivono lo stesso lavoro sono una rarità statistica.

Questo articolo non serve a insegnarti a smascherare qualcuno. Serve a fare una cosa molto meno spettacolare e molto più utile: rendere confrontabili due documenti che, così come sono, non lo sono. Perché finché non lo sono, qualunque conclusione tu tragga dai totali è una conclusione presa al buio.

Un preventivo non è un prezzo: è la descrizione di un lavoro

Vale la pena partire da qui, perché è il punto che cambia tutto il resto. Siamo abituati a leggere il preventivo come un cartellino: in alto la roba, in basso quanto costa. In realtà un preventivo di serramenti è un documento che descrive un lavoro da fare in un luogo specifico, con un certo numero di pezzi, un certo livello di materiali, una certa quantità di operazioni intorno a quei pezzi e un certo modo di gestirle. La cifra in fondo è la conseguenza di tutto questo, non il contenuto.

Ne discende una regola pratica che vale per qualunque confronto: prima si confrontano le descrizioni, poi i numeri. Se due documenti descrivono lavori diversi, i loro totali non sono in relazione tra loro. Non sono «uno più caro e uno meno caro»: sono due risposte a due domande diverse, e metterle una accanto all’altra non produce informazione, produce confusione.

Un totale più basso non è quasi mai un affare, e non è quasi mai un problema. Quasi sempre è un perimetro diverso.

— La regola di tutto l’articolo

Da qui in avanti guardiamo i punti in cui, nella pratica, due proposte si allontanano senza che nessuno lo abbia scritto da nessuna parte. Sono sette, e i primi due spiegano da soli la maggior parte delle differenze che vedrai.

Il perimetro: cosa entra nel totale e cosa resta fuori

Il perimetro è l’elenco di tutto ciò che il lavoro comprende oltre alle finestre. È la voce che genera più equivoci in assoluto, perché è fatta di cose che nessuno pensa a chiedere finché non se le trova davanti. Ecco le più frequenti, in ordine di impatto.

Due fascicoli di disegni tecnici di serramenti affiancati su un tavolo di legno chiaro, con matita e metro

Il conteggio e le misure

Sembra banale, ed è il primo controllo da fare: i due documenti contano lo stesso numero di serramenti, delle stesse dimensioni, con lo stesso tipo di apertura? Capita più spesso di quanto si creda che una proposta preveda un’anta apribile dove l’altra prevede un fisso, o che una finestra di servizio sia stata dimenticata. Cinque minuti di verifica che a volte spiegano da soli una differenza importante.

Lo smontaggio e lo smaltimento

I vecchi serramenti vanno rimossi, caricati e portati a smaltimento secondo le regole. È un’operazione con un costo reale: manodopera, trasporto, conferimento. Alcuni preventivi la includono e non la nominano, altri la nominano e la quotano a parte, altri ancora la lasciano semplicemente fuori. Se non è scritta da nessuna parte, non è compresa: e a quel punto si tratta di capire chi la farà.

I ripristini

È la voce che genera le sorprese più sgradevoli, perché arriva a lavoro iniziato. Quando si smonta un vecchio infisso il contorno raramente resta intatto: si scrostano gli intonaci, si scoprono i controtelai, si rovinano le imbotti. Rimettere in ordine quel contorno — stuccature, rasature, tinteggiatura di ripresa, coprifili — è un lavoro in sé, che può essere compreso, escluso o solo accennato. Una proposta che dice fino a dove arriva il ripristino vale molto più di una che promette «finiture a regola d’arte».

Quello che sta intorno al serramento

Attorno a una finestra c’è quasi sempre altro: il cassonetto della tapparella e la sua eventuale coibentazione, gli oscuranti — persiane, tapparelle, frangisole — le zanzariere, i davanzali interni ed esterni, le soglie delle porte-finestra, i controtelai. Ognuno di questi elementi può stare dentro o fuori dal totale, e ognuno pesa. Un cassonetto vecchio e non coibentato, in particolare, è il punto in cui si perde una parte consistente del beneficio di una sostituzione fatta bene: se una proposta lo affronta e l’altra lo ignora, non stanno risolvendo lo stesso problema.

Le voci logistiche

Un secondo piano senza ascensore, un cortile in cui il furgone non entra, una vetrata che non passa dalle scale e va sollevata dall’esterno: sono condizioni reali con un costo reale. Chi ha fatto un sopralluogo attento le ha viste e messe nel conto; chi ha quotato su misure ricevute per messaggio, no. Non è una questione di serietà, ma di quante informazioni aveva chi ha scritto il documento.

Le stesse finestre, due documenti diversi
Preventivo sintetico Preventivo confrontabile
I serramenti «Fornitura e posa infissi in alluminio» Elenco per stanza, con misure, tipo di apertura e verso
Il vetro «Vetrocamera basso emissivo» Composizione per esteso, con Ug, fattore solare g e TL
La posa Compresa nel totale, non descritta Descritta: chi la esegue, come si tratta il giunto, quanti giorni
Il contorno Non citato Smontaggio, smaltimento e ripristini indicati con un limite chiaro
Gli oscuranti Da valutare Dentro o fuori, ma scritto
Le garanzie «Garanzia come da legge» Prodotto e installazione distinti, con durate e referente

L’IVA: la riga che può spiegare da sola una differenza

Questa è la voce che più spesso mette d’accordo due totali che sembravano lontani, ed è anche quella che quasi nessuno guarda. L’aliquota applicata a un intervento sui serramenti non è sempre la stessa: dipende da come è inquadrato il lavoro e dalla situazione dell’immobile.

Nel caso più comune — la sostituzione di infissi in un’abitazione esistente, inquadrata come manutenzione — esiste una regola specifica che riguarda i cosiddetti beni significativi, una categoria individuata da un decreto ministeriale del 1999 in cui gli infissi rientrano espressamente. In sintesi: l’aliquota agevolata si applica al valore del bene solo fino a concorrenza del valore della prestazione di servizio, cioè della manodopera considerata al netto del bene stesso; la parte eccedente segue l’aliquota ordinaria. Tradotto in pratica, in un lavoro in cui il materiale pesa molto più della posa, una porzione del totale sconta l’aliquota piena.

Perché conta nel confronto? Perché due proposte possono calcolare l’IVA in modo diverso, e la differenza che vedi in fondo può non avere niente a che fare con le finestre. Il controllo è meccanico: confronta gli imponibili, non i totali, e chiedi a entrambi come hanno inquadrato l’intervento. Se uno applica un’unica aliquota agevolata e l’altro distingue due imponibili, non è detto che qualcuno abbia sbagliato: possono aver ipotizzato due inquadramenti diversi dello stesso lavoro. È il momento giusto per parlarne.

Discorso analogo vale per le detrazioni fiscali: quali requisiti il serramento deve rispettare per accedervi e chi predispone la documentazione, che è un lavoro da studio tecnico. Una proposta che se ne fa carico coordinando chi la prepara e una che lascia il tema al cliente sono due servizi diversi, anche a materiali identici.

I materiali: stesse parole, cose diverse

Superato il perimetro, si entra nel merito del prodotto. Ed è qui che il linguaggio gioca il suo scherzo più elegante: le stesse tre parole descrivono oggetti molto diversi tra loro.

Due sezioni di profilo di finestra affiancate, una scura e una chiara, con camere interne, guarnizioni e vetrocamera in vista

«Alluminio a taglio termico» è la formula più frequente, e descrive una famiglia enorme: dentro cambiano la profondità del profilo, la larghezza e il materiale delle barrette isolanti, il numero delle camere, la qualità delle guarnizioni. Lo stesso vale per il PVC, dove contano camere e rinforzi interni, e per il legno-alluminio, dove contano essenza, lamellazione e finitura. Ne abbiamo parlato per esteso nell’articolo su come sono fatti i profili.

Le domande da fare sono tre, e sono le stesse per tutti i materiali:

  1. Quale sistema di profilo è previsto, con la sua profondità e il numero di camere?
  2. Quale ferramenta, con quanti punti di chiusura e quale trattamento contro la corrosione?
  3. Quali guarnizioni, quante file di battuta, in che materiale?

Non serve diventare esperti per usarle: servono a capire una cosa sola. Se le risposte arrivano precise da entrambe le parti, stai confrontando due prodotti definiti; se da una parte restano vaghe, quella proposta non ti sta dicendo cosa comprerai — e questo, non il totale, è il vero problema.

Un’avvertenza di metodo, valida anche in senso opposto: profilo più profondo non significa automaticamente migliore per te. Sopra una certa soglia i guadagni si assottigliano e i costi crescono. La domanda giusta resta quella a monte: qual è il problema che questa casa deve risolvere — freddo, caldo, rumore, sicurezza, luce — e questa proposta lo risolve?

Il vetro: la voce più corta e più pesante

Nei preventivi il vetro occupa spesso mezza riga. Nella realtà è la superficie più estesa della finestra e la componente che decide gran parte di ciò che sentirai in casa: quanto calore trattieni d’inverno, quanto sole entra d’estate, quanto rumore ti arriva dalla strada, quanta luce hai in salotto.

«Vetrocamera basso emissivo» non è una descrizione: è una categoria. Per confrontare servono la composizione scritta per esteso e tre numeri. La composizione indica lo spessore delle lastre, la larghezza dell’intercapedine, il gas contenuto, quanti trattamenti basso emissivi ci sono e su quale faccia, se una lastra è stratificata — e con quale intercalare, che è ciò che distingue un vetro di sicurezza da un vetro acustico.

I tre numeri sono quelli dell’articolo sul vetro basso emissivo e il controllo solare: la trasmittanza Ug, il fattore solare g e la trasmissione luminosa TL — quanto isola, quanta energia solare lascia passare, quanta luce visibile. Due vetri che si chiamano allo stesso modo possono avere valori distanti ed essere adatti a esposizioni diverse: il vetro giusto per una camera a nord non è quello giusto per un salone a ovest.

C’è poi un dettaglio che distingue le proposte curate: il distanziale del vetrocamera, il bordo che tiene separate le lastre. Uno a bassa conducibilità — il cosiddetto canalino caldo — riduce il rischio di condensa perimetrale. Raramente compare da solo in un preventivo, ma chi lavora bene sa dirtelo a memoria.

Se il vetro è descritto in mezza riga, non stai confrontando due vetri. Stai confrontando due modi di scrivere un preventivo.

— Il criterio

I numeri dichiarati: giusti, ma riferiti a cosa?

Molte proposte riportano un valore di trasmittanza. È un buon segno, ma va letto con due cautele, entrambe spiegate per esteso nell’articolo sulla trasmittanza termica Uw.

La prima: verifica che il numero sia riferito alla stessa cosa. La Ug riguarda il solo vetro, la Uw la finestra completa, ed è sempre meno favorevole perché sconta anche telaio e bordo. Confrontare la Ug di una proposta con la Uw dell’altra porta a una conclusione sbagliata senza che nessuno abbia scritto un dato falso.

La seconda: verifica su quale misura è calcolato. La Uw dipende dal rapporto tra superficie vetrata e telaio, quindi la stessa identica finestra dichiara valori migliori nelle misure grandi. La domanda è una sola: su quale finestra è calcolato questo numero?

Accanto alla trasmittanza, poi, esistono altri dati normati che sulla scheda tecnica ci sono e sui preventivi quasi mai: permeabilità all’aria, tenuta all’acqua, resistenza al vento, isolamento acustico. Se il tuo problema è il traffico sotto casa, il numero da guardare non è la Uw, è l’Rw. Come si leggono tutti insieme lo trovi nella guida su come leggere una scheda tecnica.

La posa: la voce che si legge meno e si sente di più

Arriviamo alla parte in cui due preventivi si assomigliano di più sulla carta e si distinguono di più nella realtà. Nella maggior parte dei documenti la posa è una riga: «compresa». Eppure è la fase che decide quanta parte delle prestazioni dichiarate arriverà davvero dentro casa tua.

Dettaglio delle mani di un posatore che applica il nastro di tenuta sul perimetro di un serramento nero appena installato

Il motivo è tutto nel giunto, lo spazio tra muro e telaio. Se viene sigillato come previsto dalle regole dell’arte — più chiuso verso l’interno, traspirante verso l’esterno, isolato al centro — la finestra si comporta come promette. Se viene solo schiumato e coperto con un cordolo di silicone, una parte del lavoro se ne va: passa aria, si formano ponti termici, in certe condizioni compare condensa. Ne abbiamo scritto a lungo nell’articolo sulla posa in opera.

Cosa chiedere, quindi, quando due proposte dicono entrambe «posa compresa»:

  • Chi esegue materialmente il montaggio, e se è la stessa squadra che ha fatto il rilievo.
  • Come viene trattato il giunto perimetrale, e con quali materiali.
  • Quanti giorni di cantiere sono previsti e con quante persone.
  • Cosa succede al contorno una volta rimosso il vecchio serramento, e fin dove arriva il ripristino.
  • Se è previsto un rilievo esecutivo prima dell’ordine, oltre al sopralluogo fatto per il preventivo.

Un preventivo che risponde a queste cinque domande già nel testo non è un preventivo più caro: è un preventivo che ti sta dicendo cosa succederà a casa tua. Ed è l’unico modo che hai, prima dell’inizio dei lavori, per distinguere due impegni che sulla carta si somigliano.

Garanzie e assistenza: chi risponde tra due anni

Le garanzie si leggono con distrazione perché sembrano una formalità. In realtà sono la voce che scopri quando serve, cioè nel momento peggiore.

Le cose da tenere distinte sono tre. La garanzia legale di conformità, che spetta al consumatore per legge e ha una durata definita dal Codice del consumo. La garanzia convenzionale del produttore, che riguarda il prodotto e può avere durate diverse per profilo, vetro, ferramenta e finitura: raramente è un numero solo. E la responsabilità di chi ha eseguito l’installazione, che riguarda il lavoro fatto in casa tua ed è un capitolo distinto. Un documento che le tiene separate ti sta dando un’informazione, non un adempimento.

Poi c’è la parte che nessuna norma copre: l’assistenza ordinaria. Un serramento nuovo, dopo qualche mese di assestamento, ha spesso bisogno di una regolazione della ferramenta. È normale, non è un difetto. La domanda pratica vale più di molte righe di condizioni generali: tra due anni, se una finestra si scentra o una guarnizione cede, chi chiamo? Se la risposta è una persona sola, con un nome e un numero, quella proposta contiene qualcosa che il totale non mostra. È esattamente il senso del referente unico.

Tempi, date e pagamenti

Ultimo livello, quello che diventa concreto nel momento in cui si firma. Anche qui due documenti possono somigliarsi e impegnare in modo molto diverso.

Sui tempi, la differenza è tra una previsione e un impegno. «Circa sei settimane» e «consegna prevista entro la settimana del…, con conferma d’ordine scritta dei fornitori» descrivono lo stesso periodo e non lo stesso grado di responsabilità. E vale la pena chiedere da quando decorrono: dalla firma, dal rilievo esecutivo, dall’acconto? È una sfumatura che sposta le date di settimane.

Sui pagamenti, conta come sono scaglionati e a cosa sono agganciati. Non esiste uno schema unico corretto, ma esiste una domanda corretta: a quale evento è legato ogni pagamento? Sul cantiere, infine: quante giornate, con quale sequenza, se la casa resta abitabile durante i lavori. In una sostituzione pensata bene questa parte si può descrivere in anticipo.

Rimetterli sullo stesso piano: il metodo in un’ora

Tutta la teoria precedente si condensa in una procedura pratica che richiede poco più di un’ora e un foglio.

Primo: fai una colonna sola. Prendi un foglio e scrivi tutte le voci che compaiono in una qualsiasi delle due proposte. Non due elenchi affiancati: un elenco unico, che è l’unione di entrambi. Quello diventa il tuo capitolato di riferimento.

Secondo: riempi le caselle vuote. Segna con un simbolo le voci che una proposta ha e l’altra no. Sono quelle che rendono impossibile il confronto, e sono anche quelle su cui devi tornare a chiedere.

Terzo: chiedi a entrambi di quotare quello che manca. È la mossa che risolve tutto, ed è una richiesta che chiunque lavori seriamente accoglie volentieri: «ho visto che nell’altra proposta è previsto lo smaltimento e il ripristino delle imbotti, come lo gestite voi?». Non è una trattativa, è una richiesta di completezza.

Quarto: solo adesso confronta gli imponibili. Non i totali, che possono contenere aliquote diverse. E confronta a parità di elenco, non a parità di titolo.

Quinto: metti accanto ai numeri le cose che non sono numeri. Chi fa la posa, chi risponde dopo, quanto è stato preciso il sopralluogo, quante domande hanno fatto sulla tua casa prima di scrivere. Non sono elementi accessori: nei serramenti, dove il risultato dipende dall’installazione tanto quanto dal prodotto, sono parte della sostanza.

Quando due preventivi restano diversi, ed è giusto così

C’è un ultimo passaggio, e riguarda le aspettative. Anche dopo aver fatto tutto questo lavoro, le due proposte non diventeranno identiche. E non devono.

Un preventivo è anche il riflesso di un modo di lavorare: quanto tempo è stato dedicato al sopralluogo, quante verifiche sono previste prima dell’ordine, come vengono gestiti gli imprevisti, quante persone stanno tra te e i fornitori. Sono differenze legittime, che hanno un costo e producono un valore diverso. Il punto non è che una debba vincere sull’altra: il punto è che tu possa vedere quella differenza, invece di trovartela addosso a lavori iniziati.

E vale anche la cosa opposta, che diciamo volentieri: se dopo il confronto scopri che una proposta costa meno perché è più snella, e quella snellezza va bene per la tua situazione, è una scelta perfettamente sensata. Non tutte le case hanno bisogno di tutto. Il compito di un preventivo non è essere completo in assoluto: è essere completo rispetto al problema che devi risolvere, e dirti con chiarezza dove finisce.

In sintesi

Due preventivi che sembrano uguali quasi mai lo sono, e la differenza non sta quasi mai dove la cerchiamo. Sta nel perimetro — smontaggio, smaltimento, ripristini, cassonetti, oscuranti, davanzali, accessi — che può includere o escludere metà del lavoro che verrà fatto davvero. Sta nell’aliquota IVA. Sta dietro parole identiche come «alluminio a taglio termico» e «vetrocamera basso emissivo», che descrivono famiglie larghissime. Sta nei numeri dichiarati, da riferire alla stessa cosa e alla stessa misura. Sta nella posa, che occupa una riga e vale metà del risultato. E sta nelle garanzie, nei tempi e nei pagamenti, cioè in tutto quello che scoprirai solo dopo.

Il metodo, alla fine, è uno solo e non richiede competenze tecniche: costruire un elenco unico, chiedere a entrambi di quotare anche quello che manca, confrontare gli imponibili a parità di elenco e guardare i numeri insieme alle cose che numeri non sono. Serve un’ora, e cambia completamente la qualità della decisione — soprattutto adesso, alla vigilia della stagione in cui i preventivi arrivano tutti insieme. Se le settimane lente di agosto servono a qualcosa, servono esattamente a questo.

In Unyka lo facciamo tutte le volte, anche quando le proposte da mettere sul tavolo non sono le nostre: perché una decisione presa capendo cosa si sta scegliendo regge negli anni, e una presa guardando solo la cifra in fondo si paga ogni giorno. È la differenza tra comprare finestre e ottenere luce da vivere.

Fonti

Riferimenti richiamati nell’articolo. L’inquadramento fiscale e contrattuale del singolo intervento dipende dal caso concreto e va sempre verificato con chi segue il lavoro e con un professionista di fiducia.

  • Legge 488/1999, art. 7, comma 1, lett. b) — Aliquota IVA agevolata sugli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.
  • DM 29 dicembre 1999 — Individua i «beni significativi», categoria che comprende espressamente gli infissi esterni e interni; su di essi l’aliquota agevolata si applica entro il limite del valore della prestazione al netto del bene.
  • Legge 205/2017, art. 1, comma 19 — Norma di interpretazione autentica sui criteri di determinazione del valore dei beni significativi e delle parti staccate.
  • D.Lgs. 206/2005 (Codice del consumo), come modificato dal D.Lgs. 170/2021 — Garanzia legale di conformità nei contratti tra professionista e consumatore.
  • UNI 11673-1 — Posa in opera dei serramenti: requisiti e criteri di verifica della progettazione del giunto tra serramento e muro.
  • UNI EN 14351-1 — Norma di prodotto per finestre e porte esterne: prestazioni dichiarate in marcatura CE (permeabilità all’aria, tenuta all’acqua, resistenza al vento, isolamento acustico, trasmittanza termica).
  • UNI EN ISO 10077-1 — Calcolo della trasmittanza termica Uw della finestra completa a partire da vetro, telaio e bordo.
Domande frequenti

Le risposte rapide

Perché due preventivi per lo stesso lavoro hanno totali così diversi?

Nella grande maggioranza dei casi perché non descrivono lo stesso lavoro. Uno può includere lo smaltimento dei vecchi serramenti, i ripristini murari, la coibentazione dei cassonetti o le zanzariere, e l’altro no. Possono cambiare la composizione del vetro, il livello del profilo, il tipo di posa previsto, l’aliquota IVA applicata. La differenza sul totale è quasi sempre la somma di molte differenze piccole e legittime, non un giudizio sul valore di chi ha scritto il documento.

Da quale voce conviene cominciare il confronto?

Dal perimetro, cioè da cosa è compreso e cosa no. Prima ancora di leggere prestazioni e materiali conviene fare l’elenco di tutto quello che una delle due proposte cita e l’altra non cita: smontaggio, smaltimento, ripristini, davanzali, soglie, cassonetti, oscuranti, zanzariere, ferramenta, accessi difficili. Finché il perimetro non coincide, confrontare i totali non ha alcun significato: si stanno mettendo a paragone due lavori diversi.

Il preventivo con il totale più basso è quello da scartare?

Non necessariamente, ma va capito da dove viene quel totale. Le ragioni possibili sono molte e quasi tutte legittime: un perimetro più ristretto, una composizione del vetro diversa, un livello di profilo differente, una struttura di costi diversa, un’aliquota IVA calcolata in un altro modo. La domanda utile non è «perché costa meno», ma «cosa comprende esattamente». Una risposta chiara e dettagliata vale già metà della decisione.

Come faccio a capire se il vetro proposto è lo stesso?

Chiedendo la composizione scritta per esteso, non il nome commerciale. La composizione indica lo spessore delle lastre, la larghezza dell’intercapedine, il gas contenuto, il numero e la posizione dei trattamenti basso emissivi e l’eventuale presenza di strati acustici o di sicurezza. Insieme alla composizione vanno chiesti i tre valori che contano: la trasmittanza Ug, il fattore solare g e la trasmissione luminosa TL. Due vetri descritti con la stessa parola possono avere numeri molto diversi.

Cosa dovrebbe dire un preventivo sulla posa?

Come minimo chi la esegue, quanto dura, come viene trattato il giunto tra muro e serramento e cosa succede al contorno una volta smontato il vecchio infisso. Una posa descritta in una riga sola e una posa descritta con i materiali di sigillatura previsti sono due impegni molto diversi, anche quando la cifra finale si somiglia. È la parte del lavoro che decide quanta parte delle prestazioni dichiarate arriverà davvero dentro casa.

Perché l’IVA può cambiare tra un preventivo e l’altro?

Perché dipende dall’inquadramento dell’intervento e, nel caso della manutenzione su abitazioni, da una regola specifica sui cosiddetti beni significativi, categoria in cui rientrano gli infissi. In quel caso l’aliquota agevolata si applica al bene solo entro il limite del valore della manodopera, e l’eccedenza segue l’aliquota ordinaria. È una regola tecnica che va verificata sul caso concreto con chi segue il lavoro e con il proprio professionista di fiducia, ma spiega da sola molte differenze tra due totali.

Quante garanzie dovrei aspettarmi e su cosa?

Le garanzie da distinguere sono almeno tre: quella legale che spetta al consumatore, quella convenzionale del produttore sul prodotto e quella di chi ha eseguito l’installazione sul proprio lavoro. Sono cose diverse e possono avere durate diverse. La domanda pratica da fare è semplice: tra due anni, se una finestra si scentra o una guarnizione cede, chi chiamo e chi interviene. Se la risposta è una persona sola, il documento vale di più di quanto dica la cifra.

Serve davvero chiedere tre preventivi?

Tre proposte aiutano a farsi un’idea della fascia in cui ci si muove, ma solo se sono confrontabili: tre documenti scritti con perimetri diversi confondono più di quanto chiariscano. È più utile chiedere due o tre proposte sulla base di una richiesta identica e dettagliata, in cui si specifica cosa deve essere incluso. Il lavoro fatto a monte sulla richiesta si ripaga interamente al momento del confronto.

Hai due preventivi davanti e non sai da dove cominciare?

Portiamo le proposte sullo stesso piano insieme a te, voce per voce, senza doverti convincere di nulla: alla fine la decisione resta tua, ma la prendi sapendo cosa stai confrontando.

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